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Interviste

Robur Extra Moenia – Mauro Frati: “Da Rosario penso al Siena tutti i giorni”

Mauro Frati, imprenditore argentino di Rosario, è il protagonista della puntata di questa settimana di “Robur Extra Moenia”, la rubrica dedicata ai tifosi del Siena, lontano da Siena. “Tifo il Siena dal 2008, ho conosciuto la città e mi sono innamorato”.

Come è nata questa passione per il Siena?

Appartengo a un’associazione italiana, il Centro Toscano di Rosario, e sono andato a Siena, appunto nel 2008, per fare un corso di lingua tramite la Regione Toscana. L’anno prima c’era stato mio fratello Fabricio e mi aveva raccontato della città. Poi sapevo che c’erano giocatori argentini di Rosario, i fratelli Re, Federico e Maximiliano, più Forestieri. Quando sono arrivato a Siena ho letto i giornali, mi sono informato un po’ e anche sono andato allo stadio a vedere la partita Siena-Inter, in cui ha giocato e segnato proprio Forestieri.

Quanto sei stato a Siena per studiare?

Praticamente un anno. Ho fatto il corso di lingua un mese, sono andato anche a Lucca per prendere la cittadinanza italiana, poi sono rimasto per imparare meglio l’italiano, prima non sapevo neanche dire ciao. Siena mi è rimasta nel cuore, mi piaceva l’ambiente, l’università, il calcio, la pallacanestro. Ho conosciuto molte persone, ho fatto tante amicizie, ho conosciuto anche i giocatori del Siena e mi trovavo benissimo.

Qualche aneddoto?

In questi giorni, dopo la triste notizia della scomparsa di Alex Manninger, mi è tornato in mente un ricordo di quando sono andato a vedere la partita Siena-Juventus, nel maggio del 2008, vinta dal Siena 1-0. Ero in tribuna coperta e, alla fine del primo tempo, un conoscente brasiliano che lavorava dietro le porte per controllare la velocità dei tiri mi chiese se volessi accompagnarlo. Così ho visto tutto il secondo tempo proprio dietro la porta di Alex Manninger. È stata un’esperienza incredibile: vedere la partita a bordo campo, sul prato, proprio alle spalle di Manninger… un’esperienza davvero indimenticabile.

Quante volte sei tornato?

Due volte nel 2010, prima a febbraio-marzo per fare un altro corso all’Enoteca Italiana e poi a fine novembre-dicembre. C’è sempre la voglia di tornare. Penso a Siena e al Siena tutti i giorni, leggo i giornali, leggo il Fedelissimo, vedo gli highlights. Quando posso guardo le partite in trasferta su Canale 3 Toscana. È un po’ difficile, in Argentina ci sono 4-5 ore in meno e la domenica faccio un po’ di fatica. A volte vedo il secondo tempo.

Praticamente fai colazione con la Robur.

Più o meno (ride, ndr).

Quindi sono 16 anni che non torni a Siena. Com’è seguire una propria squadra da lontanissimo, senza viverla quotidianamente, senza avere il contatto con i giocatori, con gli altri tifosi?

Difficile. Adesso i giocatori non li conosco molto bene. Ai tempi della Serie A, essendo amico di Porta e Forestieri, andavo in giro per la città e trovavo Vergassola, Maccarone o Beretta. Ora è più complesso. Però cerco di informarmi, di leggere. Leggo sempre i commenti sulla pagina Facebook del Siena Club Fedelissimi, lì capisco un po’ come la pensano i tifosi. Cosa pensano della società, se vanno via gli svedesi chi prende il Siena… tutto ciò mi fa sentire più vicino.

Col Centro Toscano di Rosario avete anche composto una squadra di calcio con le maglie della Robur.

Si chiamava Toscana Robur, era formata da soci del Centro Toscano di Rosario e organizzata dalla Comisión de Futbol Veneto (COFUVE), della Famiglia Veneta di Rosario. Abbiamo pensato che la nostra squadra potrebbe indossare la maglia del Siena e grazie anche alla disponibilità di Fulvio Muzzi siamo riusciti a portare le magliette in Argentina.

Mauro, hai origini italiane?

Sì, i miei bisnonni erano tutti italiani. Mio bisnonno da parte di mio padre si chiamava Alcide Frati. Era della provincia di Lucca, un piccolo paese che si chiama Villa A Roggio, nel comune di Pescaglia, vicino a Borgo a Mozzano. Per quello io dovrei tifare il Ghivizzano.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol