Robur, ecco tutti i retroscena della giornata di ieri

Da domani si potrà pensare, almeno per i prossimi mesi, solo allo sport. Il Siena riparte dalla serie B e dalla certezza di poter partecipare al campionato cadetto. Città e tifosi tirano un sospiro di sollievo: i problemi restano e sono pesanti, perchè la situazione finanziaria della Robur non è improvvisamente cambiata in positivo, ma almeno si potrà ragionare di calcio professionistico e non si dovrà ricominciare dai dilettanti. Senza contare la tutela dei dipendenti della società bianconera e tutto l'indotto, fornitori compresi. Non saranno comunque mesi facili i prossimi per la gestione amministrativa della Robur, ma adesso si può ripartire.

Ore 14 Bisogna aspettare però domani. Perché? Il motivo è presto detto. Quando ieri sembrava tutto fatto, addirittura con la Banca pronta ad annunciare l'accordo, i dirigenti dell'istituto di credito hanno chiesto alla società bianconera ancora alcune rifiniture del piano industriale. Intorno alle 14 è stata fornita direttamente dalle mani del Responsabile tecnico delle infrastrutture, Christian Pallanch, la lettera formale con cui la Banca, nella tarda serata di giovedì, aveva chiesto una nuova garanzia al Siena, in questo coinvolgendo direttamente il comune. Una missiva firmata dal sindaco Bruno Valentini sul diritto di superficie del centro sportivo di Taverne d'Arbia, sottoscritta proprio ieri durante il consiglio comunale.

Ore 15.15 Massimo Mezzaroma insieme ai suoi due collaboratori sono entrati a Rocca Salimbeni intorno alle 15.15. Ad attenderli fuori dal portone, c'era come sempre il Corriere di Siena, ma il massimo dirigente ha tirato dritto, nessuna dichiarazione. La riunione al quarto piano di Rocca Salimbeni doveva essere quella definitiva, per apporre le firme e dare il via libera ai bonifici. Il famoso "nero su bianco" che aspettavano i tifosi, una questione di un'ora, ma quando le lancette hanno superato le 16.30 si è capito subito che il ritardo non era dovuto al brindisi, ma a qualcosa di più importante. Ed infatti così è stato. Ore 117.15 Massimo Mezzaroma insieme ai suoi due collaboratori esce dal portone di Rocca Salimbeni. Si accende la solita sigaretta e si incammina verso la sede di via della Sapienza: "Sempre qui? Dobbiamo aspettare lunedì mattina l'operazione non è ancora conclusa. Mancano solo alcune stupidaggini, ma sono importanti per definire tutto". Quando gli chiediamo se è fiducioso, Mezzaroma ci risponde: 'Termineremo il lavoro in questo fine settimana, siamo pronti, ma dobbiamo aspettare ancora un po'. Ci sono delle cose da definire meglio prima del via libera". Mezzaroma preferisce tenere un profilo basso e restare con i piedi per terra, è tra quelli che vuole vedere "nero su bianco" prima di cantar vittoria. Dieci milioni di curo sono linfa vitale per la società di via della Sapienza e che saranno restituiti grazie al "paracadute" che la serie A elargisce alle squadre retrocesse in 4 rate (le prime 3 entro il 2012, l'ultima rata a marzo 2014).

La storia Fra 24 ore quindi si chiuderà una fase drammatica, in cui il Siena ha rischiato, mai come in passato, di vedere cancellata la propria ultra centenaria storia. Il fallimento era davvero dietro l'angolo e, come ha detto il sindaco Bruno Valentini, solo l'impegno di tutte le parti in causa, Mezzaroma e Mps compresi e senza escludere i tesserati che si sono decurtati gli stipendi 2013, ha in qualche modo scongiurato la ripartenza dai dilettanti, che peraltro sarebbe stata garantita solo da una nuova società e da un nuovo proprietario, capace anche di investire a fondo perduto trecentomila curo. Due aspetti sono altrettanto certi: per prima cosa la società Robur non potrà più essere gestita come in passato, con continue iniezioni di capitale della banca Mps; per seconda cosa resta ancora da capire come riuscire a rientrare del pesante debito, quantificabile in 75 milioni di curo, del passato. Su questa seconda questione servirà un impegno serio nei prossimi mesi. Partendo certo da un equilibrio fra costi e ricavi, ma anche nella ricerca di nuovi soci.

II futuro Adesso, come detto, si potrà parlare "solo" di sport. C'è da organizzare quasi da zero la stagione prossima. Dal raduno al libro, dall'allenatore alla rosa, passando per la ricostruzione della società: decisioni che, normalmente, fanno parte dell'ordinaria amministrazione di un club sportivo, ma che, nella situazione drammatica appena superata, sono invece di straordinaria amministrazione. Per quanto riguarda la panchina torna il nome di Mario Beretta. mentre, paradossalmente, il gruppo che dovrà costruire il ds Stefano Antonelli parte comunque da una buona base di giocatori, retaggio delle gestioni passate. Lo sponsor?

Fonte: Corriere di Siena