Robur, che vuoi fare da grande? di Paolo Brogi

I personaggi del maestro del cinema Fellini si illudono di cambiare in meglio la loro vita, vivono una realtà mistificata, pensano davvero di aver svoltato fino a rotolare inesorabilmente nella loro mediocrità per tornare al punto di partenza. E’ un po’ come la zucca di cenerentola che diventa carrozza per poi tornare mestamente zucca. Nessuno per carità aspira a una realtà meravigliosa ma effimera, però qualche volta è anche bello illudersi pur sapendo che si tratta appunto di una semplice illusione destinata a svanire. Tutti noi nel nostro piccolo lo abbiamo fatto e in quel momento, appunto in quello della dolce illusione, ti senti leggero, invaso da un senso di benessere e il tuo umore è alto che più alto non si può. Ebbene, lasciando perdere i massimi sistemi e venendo a quel pallone che rotola sul rettangolo verde e soprattutto a quelle maglie bianconere, in questa stagione non c’è stata nemmeno l’occasione per illudersi. Forse la partita di andata contro il Cannara, l’avversario che tra poche ore scenderà al ‘Franchi’ ha rappresentato il punto più alto da settembre ad oggi. Un bel risultato in trasferta, mille speranze rinforzate, prima che la dura realtà cancellasse inesorabilmente tutto. A due mesi dalla fine della stagione qualcuno spera ancora nella miracolosa rimonta, qualcun altro teme addirittura di essere risucchiato verso il basso e in mezzo ci stanno i concreti, ossia quelli di facciamoci poche illusioni, meglio nessuna e programmiamo il futuro.

Perché qui si innesca la domanda che è un po’ il filo conduttore di questo mio intervento sul Fedelissimo, ossia cosa vuol fare la Robur da grande? La domanda me la faccio e ve la faccio io qua sopra, in quello che possiamo considerare un club di amici, ma come avrebbe detto il grande e indimenticato Marco Bacchini, chi di dovere non solo deve farsela ma anche cominciare a pensare ad una risposta convincente. Siamo ormai a metà aprile e già adesso bisogna iniziare ad avere le idee chiare. Se questa stagione è ormai andata e purtroppo scaduta verso la mediocrità, da agosto o settembre ripartirà un’altra corsa dove la Robur sarà obbligata ad allargare bene i gomiti e provare a tenere dietro una concorrenza che si annuncia molto agguerrita. Già il girone attuale privato di Trastevere o Montevarchi rimane bello tosto, se poi ci aggiungiamo le squadre che arriveranno dalla Serie C ecco che il livello è destinato ad alzarsi ulteriormente. Stavolta la società avrà però un’intera estate per prepararsi, senza dover fare le volate dell’agosto 2020. C’è da capire chi sarà l’allenatore, chi il braccio operativo della società e soprattutto con quale budget il Siena si presenterà sul mercato. Tutte cose che devono essere chiarite al più presto e soprattutto comunicate ad una piazza desiderosa di tornare al ‘Franchi’ dopo un campionato e mezzo di esodo forzato. Nel mondo attuale la buona comunicazione è fondamentale, assolutamente decisiva e capace di spostare gli equilibri. Poi è chiaro che le certezze passano solo dai 90 minuti sul campo e dal riuscire a segnare almeno un gol in più degli avversari.

Ma continuare a indicare il massimo obiettivo, come è successo quest’anno, nel momento in cui prendevamo manate ovunque dalle Badesse a Sinalunga è un qualcosa in futuro da evitare. Poi è subentrato un inevitabile scoramento, e forse è arrivata la tacita decisione di non svenarsi su un mercato che non ci avrebbe comunque portato a ribaltare una situazione estremamente compromessa. Ebbene da giugno ci sarà l’occasione di ripartire nel modo giusto, magari con l’attuale allenatore in panchina, accontentato sul mercato. La sensazione, almeno per me, è quella di aspettare il fischio finale di una brutta partita per riposare, riflettere e poi buttarsi anima e corpo sulla successiva, con la voglia di spaccare tutto e tutti. Lo dico subito non sarà facile, la Robur dovrà conquistarsi ogni punto con sudore e fatica, peraltro senza garanzie sull’esito finale, ma avere una squadra altamente competitiva è il minimo requisito per fare calcio a Siena quando ci troviamo in Serie D. Una cosa che negli ultimi decenni è capitata, per fortuna, solo due volte, anche se la terza è alle porte e basterà aspettare l’inizio della prossima stagione per calare il poco invidiabile tris.

Per adesso non ci resta che onorare il campionato, almeno quello che resta, magari per avere le idee chiare su chi dell’attuale rosa puntare ancora o chi invece lasciar partire a cuore leggero verso altre destinazioni. Ecco questo può davvero essere un modo intelligente per vivere le ultime settimane in modo produttivo. Ogni partita un esame e alla fine un pagellone con promossi e bocciati. Forza Robur. (Paolo Brogi)

Fonte: FOL