ROBBE DI CACCA

No, non abbiamo sbagliato a scrivere lo sponsor tecnico della Robur, è il nostro pensiero su tutta la situazione che stiamo vivendo.

Ci sono i “carnefici”, anche troppi e sicuramente ci sono le “vittime”.

Quando si hanno certezze assolute e magari la convinzione di avere inventato qualcosa di nuovo vuol dire che si sta aprendo la strada che porta  all’errore.

In questi casi c’è sempre un peccato originale, quello da cui derivano tutti gli altri e nel nostro caso non è difficile inquadrare il primo errore.

Qui non entrano in campo le convinzioni personali, ma i dati di fatto e se affermiamo che dalla riconferma forzata di Giampaolo si è scatenato un micidiale effetto domino di errori, non rischiamo di essere smentiti.

Diciamo questo non perché non stimiamo l’ex tecnico bianconero, ma solo perché era evidente che il rapporto tra lui e tutto l’ambiente bianconero – società e tifosi – era ormai compromesso.

Da lì è partita una tempesta che, giorno dopo giorno, si è trasformata in uragano che è diventato, per sua natura, del tutto incontrollabile.

Lasciamo da parte – anche se è difficile – gli aspetti sportivi, la classifica spaventosa, il triste epilogo che potrebbe essere dietro l’angolo e pensiamo alle vittime, a coloro che hanno subito l’uragano senza alcuna possibilità di difesa.

Sono vittime i tifosi, costretti ad abbandonare il loro ruolo più gratificante, quello di sostenere la squadra, per vestire i panni battaglieri degli strenui difensori di una storia e di una bandiera.

Si è calpestata la loro fiducia, si sono fatti bruscamente risvegliare da un sogno, si sta tentando di calpestare la loro fede. Ma questo sarà difficile, anzi impossibile.

Ma non sono le sole vittime.

Come giudicare tutte le persone, le loro professionalità, i loro sentimenti e la loro dignità, che sono state calpestate dalle scelte fino ad oggi operate?

Allenatori che vengono spostati come le pedine di una dama e un settore giovanile stravolto, con la leggerezza che è propria di chi dimostra non solo di non avere le idee chiare, ma di non averne per niente.

Pensiamo a Marco Baroni, persona squisita, con dignità da vendere che è stato utilizzato come un oggetto e non come l’uomo che è e ha dimostrato di essere.

Ieri sera non abbiamo avuto il coraggio di incrociare il suo sguardo, ci sentivamo in colpa per avere espresso dubbi sull’opportunità di avere assegnato a lui la guida della squadra, ma non ci sentiamo colpevoli della situazione che sta vivendo. Sono altri i colpevoli e se c’è una persona che potrà continuare a camminare a testa alta, questa è proprio Marco Baroni che non solo ha lavorato al meglio per risollevare la squadra, ma ha dimostrato a tutti di essere in possesso di una virtù che in pochi sembrano avere. La dignità.

Mentre scriviamo è in scena l’ennesimo atto di questa triste commedia iniziata qualche mese fa.

Beretta si, Beretta no è il tormentone di queste ore.

Ricorriamo alle poche briciole di pazienza che ci sono rimaste e aspettiamo l’evolversi della situazione sperando che quella che sta assumendo sempre di più i contorni di una “tragedia” sportiva –risultati alla mano – non assuma quelli dell’opera buffa.

Gli interpreti giusti ci potrebbero anche essere, ma gli spettatori non gradirebbero.

La credibilità si conquista con i fatti, non con le parole, senza trascurare un esame di coscienza per capire chi, dove, come e quando si è sbagliato.

Se si rifiuta ciò si persiste nell’errore e si continuerà a commetterne, travolgendo sentimenti propri e comuni.

Nella vita si può sbagliare, tutti commettiamo errori, la cosa grave ed inaccettabile è il persistere.

Ci vogliono le giuste risorse per uscire da certe situazioni, ci vogliono le idee, ci vuole, soprattutto, l’entusiasmo.

Se tutto questo manca c’è una sola alternativa.

Siamo stanchi, molto stanchi, basta con le…. robbe di cacca. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online