Rivolta di popolo alla Lucchese Squadra smaschera i nuovi soci

I tifosi e i giocatori esonerano i nuovi proprietari della Lucchese. Zittiti da urla, offese e cori, i tre personaggi che con quasi due ore di ritardo rispetto al previsto si presentano nella sala stampa dello stadio Porta Elisa, affermano di essere i rappresentanti di un gruppo, cercano di illustrare i loro progetti. Ma senza svelare chi siano i loro compagni di avventura: i tifosi non lo accettano ed è il caos.

I NOMI Aldo Castelli, 60 anni, socio di aziende dei settori alimentare, del commercio e del comparto odontotecnico, dice di essere diventato il patron della Lucchese: «Ci siamo fatti carico dei debiti (1,25 milioni di euro, ndr) e abbiamo preso la società pagandola 1 euro». Con lui l’ex bancario romano Umberto Ottaviani, 70 anni, nominato amministratore unico al posto del dimissionario Carlo Bini, e il commercialista romano ed ex guardalinee Enrico Ceniccola, coinvolto in Calciopoli e poi assolto, che a Savona aveva collezionato 6 mesi di inibizione e 30 mila euro di multa. Il suo ruolo? Consulente finanziario.

IL CONFRONTO Durante un durissimo confronto il terzetto è stato contestato e sommerso dai fischi della gente perché non ha voluto chiarire i nomi di chi poche ore prima aveva rilevato il 98 per cento del capitale sociale da Arnaldo Moriconi, a capo di un’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. «Rappresentiamo una compagine di imprenditori romani e di stranieri, siamo qui per investire» sostiene Castelli. Incalzato dalle domande dei giornalisti perché indicasse da chi è formata la cordata, ha opposto un secco rifiuto: «Al momento non posso dirlo». I 150 presenti allo stadio hanno perso la pazienza. Già esasperati dalle vicende estive, quando il senese Lorenzo Grassini aveva acquisito il club salvo non pagare stipendi e contributi facendo così prendere 11 punti di penalizzazione alla squadra per poi far mesto ritorno a casa, stavolta sono insorti. Chiedendo ai nuovi di lasciare la città. Ultras, spettatori di tribuna e gradinata, giovani e anziani, nessuno ora si fida. Si teme anche l’entrata in scena di Pietro Belardelli, che in passato aveva cercato di acquisire il club ed era stato stoppato dai cittadini.

LA SQUADRA Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quando il capitano, l’attaccante Mattia Bortolussi, presente con gli altri calciatori alla conferenza e di ritorno da un lungo faccia a faccia con Castelli & C. ha spiegato: «Abbiamo chiesto certezze, ma certezze non ce ne sono». Un duro colpo per chi aveva sollecitato a Castelli garanzie sul pagamento degli stipendi futuri. A quel punto, alle 18,33, è saltato il banco. Castelli, Ceniccola e Ottaviani travolti dai cori («Buffoni, andate via») non sono più riusciti a spiccicare parola, e hanno lasciato la conferenza. Non è da escludere che alcuni giocatori chiedano la cessione a gennaio mentre il destino della Lucchese è più che mai incerto.

Fonte: La Gazzetta dello Sport