Risultati altalenanti e playoff quasi irraggiungibili: è un’Olbia demotivata

La sconfitta con l’Arzachena è stata meritata quanto inaspettata, e per la Robur ha rappresentato un passo falso deciso considerando che le altre concorrenti hanno tutte raccolto punti. Ad una settimana da questa pesante debacle interna, i bianconeri hanno la possibilità di rialzare la testa contro un’altra sarda. Stavolta è l’Olbia a fare visita al Franchi.

Tra alti e bassi – Olbia è ormai una realtà consolidata del panorama nazionale, e negli ultimi anni la politica virtuosa e gli ottimi risultati sportivi conseguiti l’hanno fatta balzare agli onori della cronaca in più di un’occasione. Merito soprattutto della attenta e oculata gestione del presidente Alessandro Marino che, grazie anche alla partnership con il Cagliari del suo amico e collega Tommaso Giulini, sta portando avanti da anni un progetto di valorizzazione dei giocatori del territorio e di crescita della società. L’attuale stagione era partita sotto la guida di Michele Filippi che, dopo qualche anno di apprendistato al fianco di Michele Mignani prima e di Mereu poi, aveva avuto la possibilità di guidare la prima squadra. La sua prima volta però non è partita con il piede giusto, tanto che la società aveva deciso di sollevarlo dall’incarico subito dopo la sconfitta interna con il Gozzano, datata 13 Novembre. Per la sua sostituzione era stato scelto un altro tecnico che ad Olbia aveva mosso i suoi primi passi come allenatore, quel Guido Carboni mai troppo amato da queste parti. Tuttavia anche il tecnico aretino non ha avuto vita facile, ed il suo interregno è durato poco meno di un mese e mezzo: “Il motivo principale che sta alla base del cambio di allenatore risiede nella mancanza di risultati, ma ci tengo a precisare che la scelta di Filippi non è una bocciatura di Carboni, persona che stimo come uomo e come tecnico e che con noi purtroppo ha raccolto meno di quanto la squadra avrebbe meritato sul campo”, ha dichiarato il presidente Marino scagionando l’ex allenatore della Robur. Si è così consumato il Filippi-bis a cavallo della pausa invernale, e da lì i risultati sono andati via via migliorando. Tra molti alti e bassi i galluresi hanno saputo risollevarsi, allontanando il pericolo playout. A meno di clamorose sorprese, anche questo non sarà l’anno giusto per i playoff per i quali i sardi dovranno aspettare ancora.

Gioventù di qualità – Il trascinatore dei bianchi è sempre Ragatzu; il fantasista cagliaritano ha avuto qualche problema in più (anche extracampo) rispetto alle scorse stagioni ma è sempre dai suoi piedi che partono tutti i pericoli. Notevole è stato l’apporto dei suoi compagni di reparto: Ogunseye e Ceter hanno rappresentato infatti uno spauracchio per molte difese, facendo di quello bianco uno degli attacchi in assoluto più forti e completi dell’intero girone. Interessantissima è stata la crescita del classe ‘00 Bellodi, fin qui uno dei migliori under di tutta la categoria. Era attesa anche la definitiva esplosione di Vallocchia: l’ex Samb sta disputando un bel campionato ma in molti si attendevano qualcosa in più dal punto di vista realizzativo viste le sue qualità. Conferma per Biancu, uno dei più importanti prospetti del panorama italiano, mentre si sta ritagliando spazio solo in queste ultime giornate Caligara, un altro su cui il Cagliari crede molto.

Linea verde – Il DS Pierluigi Carta ha cercato di rinforzare la squadra mantenendo sempre la linea verde come da peculiarità del club sardo. In bianco sono arrivati il portiere Romboli e il mediano Gemmi da Livorno, e due classe ’99 come Dalla Bernardina e Maffei. Il colpo in entrata è stato Peralta, arrivato in prestito da Novara, che è andato a completare un reparto offensivo da urlo. Non soddisfacenti i rendimenti di Calamai e Vergara, dai quali ci si aspettava un maggiore contributo visto il loro background, che hanno salutato la compagnia insieme a Tetteh, Martiniello e Crosta. Non c’è più neanche l’ex Robur Piredda, il quale ha rescisso in seguito ai numerosi problemi fisici che ne hanno compromesso le prestazioni degli ultimi anni.

Attacco pesante – Filippi schiererà i suoi con il 4-3-1-2, sistema di gioco preso a modello dai suoi predecessori. In porta dovrebbe rinnovarsi il ballottaggio Marson-Van der Want, col primo favorito. La coppia centrale sarà formata da Iotti e Bellodi, sulle fasce conferma a destra per Pinna mentre a sinistra dovrebbe andare il classe 2000 Pitzalis. Anche in mezzo al campo spazio ai giovani, che potranno giocare le ultime gare di campionato senza pressioni di classifica. Probabile quindi il rientro dal primo minuto di Biancu con la conferma di Caligara: i due millenials affiancheranno Muroni, che dovrebbe riprendere possesso della cabina di regia. In avanti spazio al duo pesante Ogunseye-Ceter, a supporto dei quali agirà Ragatzu. Pronti a subentrare Vallocchia e Peralta. (Jacopo Fanetti)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Marson; Pinna, Iotti, Bellodi, Pitzalis; Biancu, Muroni, Caligara; Ragatzu; Ogunseye, Ceter.

Fonte: FOL