Risposta di Pietro Poggi ad Andrea Sordi

Nessuno Andrea Sordi ha la memoria corta, c'è solo chi racconta le cose come non sono andate o secondo le proprie convinzioni, poi ci sono i fattim qui di seguito elencati che condannano il "povero" mezzaroma non come vittima ma come complice della situazione,  

"Alla fine del 2009, inizio 2010, Lombardi Stronati vende le sue quote a Massimo Mezzaroma che dopo una trattativa acquista il Siena e la sua situazione debitoria già sostanziosa: sapeva pertanto benissimo cosa comprava".
Si fissa anzitutto un concetto base: Mezzaroma è venuto a Siena con coscienza, capace di intendere e di volere, senza pistole puntate alla tempia. Pare ovvio, ma per mesi la tesi fatta filtrare ad arte è stata differente: Mezzaroma non voleva venire a Siena, era stato chiamato ed era quasi stato costretto a “rispondere alle armi”. Vero solo in parte…

"Il prezzo dell'acquisto? Pare un finanziamento per le proprie aziende che tutti gli altri istituti avevano rifiutato, l'Mps lo concede includendo nel pacchetto il “problema AC Siena”. Ecco il reale motivo del suo acquisto".
Passo fondamentale, che risponde alla madre di tutte le domande: perché Mezzaroma è venuto a Siena? Non sappiamo la fonte dei Vecchi Ultras, che infatti solo ipotizzano una eventualità, ma messa così la faccenda, tutto inizia a quadrare. Mezzaroma, costruttore in difficoltà di liquidità – ricordiamoci che già nel 2009 il mercato immobiliare era in grande sofferenza – trova uno “sponsor” nel MPS, banca che concede prestiti facili, a fronte della gestione della Robur, in situazione debitoria. Saremmo quindi di fronte ad uno scambio “politico”, ad un do ut des in cui la Robur entra, come dire, di rimbalzo. Saremmo davanti al mandato di gestione del “giocattolo Siena”, utilissimo per il consenso delle masse, già diventato “problema Siena”.

"Nel mercato di gennaio dopo promesse mancate, arrivano Pratali e Tziolis, il Siena retrocede e per affermazioni di Osti, allora segretario della Robur, la cosa è quasi programmata per poi risalire l'anno successivo, affermazioni mai smentite".
Le affermazioni di Osti al tempo per me furono una bomba che illuminò la mia testa (avete visto che ho riformulato la domanda nella sua intervista qui pubblicata). Per mesi chiesi, insieme a pochi altri, a gente totalmente indifferente, di approfondire, di scavare, di portare alla luce la verità dietro una affermazione così sconcertante di un segretario di società. Ma forse, al tempo, non c'era interesse ad approfondire il problema. O forse non c'è mai stato. Fatto sta che già da quel momento, subito, dovevamo preoccuparci della gestione del presidente. Da quel momento, difatti, si doveva comprendere, visto anche il curriculum di Massimo Mezzaroma, che questi non avrebbe messo 1 euro di tasca propria ed avrebbe privilegiato solo una presenza di facciata, fatta sovente di comparsate in tv per aumentare la propria visibilità.

"Si arriva all'estate 2010 dove vengono scelti Perinetti e Conte. Le ultime affermazioni del Presidente che tale ricostruzione ha causato l'esborso di 23 milioni sono sconcertanti, viste le cessioni in quell'estate di Maccarone, Rosi, Curci, Ghezzal e tutto il vendibile, per una quindicina di milioni di euro, il Siena inoltre incassa un paracadute di 8 milioni ed ha in essere lo sponsor per altri 8 milioni, insomma parte da una trentina di milioni, se ne ha spesi 23 in negativo dovrebbe averne spesi oltre 50 per la formazione di serie B, una bugia enorme come il debito attuale. Unica ragione del presidente il monte-stipendi fuori categoria, ma il proprietario non si opponeva, perché? Lo dica o si assuma la paternità di un errore marchiano e decisivo".
Basta fare i conti, e questi son giusti. Impossibile che solo una gestione del monte-stipendi faccia lievitare il debito in modo così pesante. Attenzione, dato che, come da mesi sta sostenendo questo blog, la questione del debito è essenziale per capire la storia delle difficoltà della Robur. Qui si ha la netta percezione che il debito sia artefatto con cura, per creare le condizioni all'adozione inevitabile di una serie di misure tese ad un drastico ridimensionamento. Torneremo sull'argomento.

"Vinciamo il campionato, in estate iniziano le frizioni con Perinetti e le prime voci di inadempienze con i fornitori e con l'ordinario, ma l'annata è positiva sul campo, perché ci salviamo bene e grazie ad acquisti azzeccati, vedi Destro, creiamo plusvalenze, ma è in arrivo la scure del calcioscommesse. Il Siena è tirato pesantemente in ballo e arriva la decisione di patteggiare per non perdere la categoria, decisione che sancirà la nostra retrocessione ma eviterà di perdere i diritti tv, indispensabili alla sopravvivenza della società".
Altra profonda verità, a mio avviso. Il patteggiamento assurdo, un unicum nel panorama calcistico italiano, è servito principalmente a racimolare i milioni di euro di diritti tv, che altrimenti sarebbero spariti in serie B. Si noti come l'unica priorità della Presidenza è quella costante di “tirare a campare” per racimolare più denari possibile, anche a fronte di una fine segnata.

"Iniziano i problemi con lo sponsor, dovuti alla situazione dello sponsor stesso, frizioni anche con il Comune per gli incresciosi problemi legati al centro Sportivo di Taverne, la situazione inizia a precipitare, la squadra viene smantellata, incassiamo il più possibile, e la ricostruzione affidata ad Antonelli è insufficiente, soprattutto con la penalizzazione sulla nostra testa. A gennaio 2013 invece di rinforzare la squadra siamo costretti a continuare a fare cassa, vendiamo Neto e Calaio', il presidente per pagare gli stipendi e non incorrere in una penalizzazione, anticipa ottenendo assistenza bancaria (la stessa di adesso), la cifra che poi verrà recuperata con le cessioni di cui sopra".
Strepitosa lettura critica dell'annata 2013. Si stracciano, in poche righe, false argomentazioni sostenute da Mezzaroma ed Antonelli e fatte proprie da ampi strati della tifoseria e si va diritti al cuore del problema: la situazione debitoria precipita in emergenza, a fronte di una diversa relazione fra i Mezzaroma, banca MPS e Comune. Tutto il resto, chiacchiere artefatte, non conta.

"Lo sponsor annuncia il proprio disimpegno e nonostante la cessione del marchio (25 milioni), i diritti tv (23 milioni), lo sponsor (8 milioni) e tutte le cessioni fatte in ogni sessione di mercato, il Siena o meglio la società che ne detiene la maggioranza (Progetto Siena) ormai privo di parco giocatori, dichiara ancora un disavanzo intorno ai 70 milioni (ma quanti erano allora?)".
Rispondo io: alla presentazione di Serse Cosmi, nell'estate 2012, per bocca di Massimo Mezzaroma, Progetto Siena ha 52 milioni di euro di debito verso MPS. Viste le cifre qui sopra, risulta praticamente impossibile credere che la situazione debitoria sia aumentata. Se non per artifizi numerici e contabili, che chi scrive non intende. La logica, ripeto, dice altro.

"Si arriva al drammatico momento attuale, in cui la proprietà non onora i suoi impegni, la banca non può e non vuole garantire chi ritiene inaffidabile, nonostante un credito da vantare nei confronti della Lega Calcio di 10 milioni di euro, il famoso paracadute fiscale, che come detto da Osti non è un credito certo, in quanto elargito in più tranche e in quanto potrebbe andare a garanzia non solo del maggior creditore, la banca, ma anche di altri, chi e quanti altri? Già. Ecco perché nessun istituto al momento può assumersi il rischio".
Ecco perché…

"E' ovvio che comunque vada a finire, il problema si riproporrà se non verrà individuata un'altra proprietà, perché è dimostrato come Mezzaroma abbia gestito il Siena solo con le entrate “assistite” e senza che lo stesso mettesse propri capitali come ogni azienda privata prevederebbe, se questi erano gli accordi con le passate istituzioni lo dichiari, oppure si assuma la responsabilità del dissesto".
Ribatto: l'agire di Mezzaroma è stato sempre e costantemente occulto, mai chiaro. I tifosi hanno atteso mesi e poi anni per parlare in pubblico con il Presidente – facoltà poi negata con scuse puerili – che avrebbe potuto chiarire molti aspetti oscuri della vicenda. O solo farci sentire la sua versione dei fatti.

"Soluzioni? Escutere le azioni da parte della Banca MPS come Unicredit dell'ex Profumo, ha fatto con L'AS Roma, individuare un azionista serio e solvibile, con lui programmare un piano di rientro pluriennale da parte dello sponsor. Per il prossimo sindaco, rendere appetibile l'acquisizione dell'Ac Siena attraverso il progetto da affidare a questo soggetto, ovvero la ristrutturazione del Rastrello e la concessione dello stesso alla nuova società".
Beh, direi che in pochissime righe, alcune ipotesi di soluzione sono già state vergate, sia per la banca che per il Comune. Ipotizzo che con questi due soli atti, solo due, si possa avviare da subito una nuova trattativa per la cessione delle quote di Mezzaroma ad altro acquirente. Basterebbe averne realmente la volontà.

"Infine, onore e meriti ai pochi tifosi che hanno provato a denunciare quello che stava avvenendo, contraddetti ed ostacolati dall'opinione pubblica e tristemente da altri tifosi, i tempi per rimediare erano altri, quelli auspicati all'inizio della nostra contestazione e se finirà male, almeno speriamo che altri facciano mea culpa e serva di lezione, una lezione che purtroppo subiremo tutti".

  Pietro Poggi (pezzo tratto dalla assemblea pubblica con i xandidati sindaco maggio 2013 e ripreso dal blog wiatutti)