Rispetto!

Non c’è più niente da fare. Appena pensi che la Robur abbia azzeccato al via giusta, sia in fatto di gioco che di risultati, ecco ricadere nello squallore di prestazioni come quella vista a Carrara. Come a Piacenza, la Robur “non ci ha messo mano”, da subito ha tirato i remi in barca e ha subito gli attacchi di una squadra mediocre come quella apuana. I perché, i motivi, le spiegazioni di quanto succede devono spiegarceli i dirigenti perché è questo è certo, non possiamo accettare più certe situazioni. Davanti alla capolista indiscussa  avevamo visto una squadra vivace e vogliosa, grintosa, agonisticamente e tecnicamente ineccepibile, non è possibile che si trasformi di punto in bianco nella sua scialba brutta copia, come quella vista a Carrara.

Vaira ha detto che ci vorrebbe uno psicologo, e forse è vero, ma al posto di uno specialista di questo genere ci sono direttore sportivi e dirigenti vari, che hanno il dovere di stimolare ai massimi livelli professionisti che non paiono aver capito dove stanno giocando. La speranza di vedere di fronte ad una big del campionato, la Cremonese, gli attori principali e non le controfigure di Carrara (o Piacenza o…) è l’unica cosa che possiamo fare. A volte si sente dire, spesso con toni esagerati, che la maglia va onorata, che bisogna tirare fuori gli attributi e altre frasi fatte del genere, ma vogliamo ricordare che la Robur o meglio il Siena, ha un passato dignitoso, dove si è fatta onore in campi ben più importanti e anche se oggi i tempi sono obbligatoriamente cambiati e senza chiedere la luna, vorremmo che almeno i giocatori attuali capissero dove sono e per chi stanno giocando, così, molto semplicemente, anche perché molti di loro rimarranno a Siena anche il prossimo anno. non crediamo più negli obiettivi importanti, vogliamo solo finire con dignità, quella dignità che meritano i tanti tifosi bianconeri che anche quest’anno hanno girato l’Italia per assistere a spettacoli spesso vergognosi. La fiducia va meritata.

Abbiamo sempre capito i problemi di questa annata sportiva, ma volevamo avevamo anche invitato la società a far si che questa ultima parte ci campionato servisse a gettare le basi per il futuro, a cercare di emarginare la perdita di tifosi ormai costante, sulle gradinate del Rastrello. Ripetiamo l’invito, sperando che sia ascoltato. (Antonio Gigli)

Fonte: Il Fedelissimo