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Cos’hanno in comune l’esploratore portoghese Vasco da Gama, il re olandese William II, il pioniere del calcio argentino Isac Newell, il capo tribù cileno Colo-Colo e l’alpino italiano Erminio Giana? Tutti e cinque hanno inconsapevolmente offerto il proprio nome ad un club di calcio. La madre di Erminio Giana, diciannovenne caduto in battaglia nella prima guerra mondiale, fece ancora di più: donò un terreno per coltivare le speranze calcistiche della squadra di Gorgonzola, che in segno di gratitudine accettò di dotarsi dell’antroponimo Giana Erminio.

Questo e altri gli elementi pittoreschi della prossima avversaria della Robur. La Giana è anche l’unica squadra del milanese a giocare nei professionisti, e soprattutto vanta da anni una splendida gestione “familiare”. Il presidente/sponsor, Oreste Bamonte, ha fatto fortuna esportando la mozzarella a Nord ed è in carica da trentadue anni. Il braccio destro è Angelo Colombo, che nella Giana ha fatto praticamente tutto: giocatore, segretario e ora direttore generale. Il cerchio si chiude col mister Cesare Albè, che fino al 1994 era un impiegato della Siemens e allenava a tempo perso. La storia della Giana scorre nell’anonimato fino al 2011, quando retrocesse in Promozione. Da allora, tre primi posti consecutivi e due salvezze tranquille in Lega Pro. Fino alla D i ragazzi in rosa si allenavano la sera dopo lavoro e prendevano dei semplici rimborsi spesa, adesso molti di loro – tra cui il capitano Biraghi – giocheranno la seconda di campionato all’Artemio Franchi.

La rosa della Giana Erminio nel dettaglio

Portieri – Lo spagnolo Paolo Sanchez, prodotto del vivaio della Giana, era il titolare in D e ha collezionato 20 presenze negli ultimi due anni. Il titolare adesso è Sergio Viotti, cresciuto nelle giovanili di Brescia, la sua città. Era il numero 1 del Martina Franca, vanta presenze in B con Brescia, Triestina, Grosseto e Juve Stabia e addirittura un provino col City ai tempi di Mancini. Il terzo è il giovanissimo Federico Capaccio.

Difensori – L’unica novità in difesa è Gabriele Rocchi, classe ’96 che arriva dallo Sporting Bellinzago, poi cinque conferme. Simone Perico è al terzo anno alla Giana, con la quale ha esordito nei professionisti. Ha deciso la partita con la Carrarese ma non è una novità, visto che l’anno scorso ha segnato ben 6 reti. Matthias Solerio, mancino, è al sesto anno a Gorgonzola e quindi arriva direttamente dalla Promozione, così come Alessandro Sosio, che però essendo un ’94 a quel tempo era nelle giovanili. Al quarto anno Simone Bonalumi, 25 presenze la scorsa stagione, mentre 'passa in terza' Andrea Montesano, che di presenze ne ha collezionate 58 nell’ultimo biennio. Infine, spazio in rosa anche per Luca Tremolada. Non l’ex trequartista dell’Arezzo, per fortuna, ma un interessante elemento proveniente dalla Berretti.

Centrocampisti – Il nome pregiato del centrocampo è Alex Pinardi, ex regista della FeralpiSalò con un passato in A con Atalanta, Lecce, Cagliari e Novara, ma il leader del centrocampo è il capitano Marco Biraghi, all’ottavo anno in bianco-azzurro. In mezzo altri due veterani che hanno conosciuto i ‘fasti’ della Promozione: Matteo Marotta (sesta stagione) e Daniele Pinto (quinta). Nuovo invece l’ingresso di Riccardo Chiarello: arriva dall’Arzignanochiampo (D) ma ha già un’esperienza in C col Real Vicenza. Gli esterni del 3-5-2 di Albè sono Tommaso Augello a sinistra (terzo anno, sempre oltre le 30 presenze) e Alessio Iovine, piede destro ed ex Renate. Simone Greselin, classe ‘98, ha da poco firmato un triennale e arriva dalla scuola calcio del Varese. Marco Capano, classe ‘96 è stato confermato mentre se ne è andato in prestito l’ultimo giorno di mercato Saulo Brambilla, classe ‘97.

Attaccanti – L’attenzione in avanti è tutta per Salvatore Bruno, che a 37 anni non ha ancora smesso di segnare. Lo scorso anno è andato in doppia cifra, adesso è già partito col piede giusto. Ha giocato in A col Napoli (debutto), Ancona e Chievo e poi ha passato una vita in serie B (il meglio a Modena, 50 reti). Il partner di Bruno dovrebbe essere Gullit Okiere, nato in Campania da genitori ghanesi e cresciuto nell’Atalanta. La Giana lo ha pescato in D nella Grumellese, dove ha segnato 22 reti. Aldo Ferrari arriva dalla Promozione lombarda, dove ha segnato 29 reti con il Mario Zanconti (altro antroponimo). Tommaso Lella, classe ‘88, ha girovagato in serie D e l’ultimo anno ha messo dentro 17 gol nel Ponte San Pietro-Isola. Infine, spazio a Fabio Perna, arrivato quando il club era in Eccellenza. Non è mai stato un finalizzatore, ma ha segnato il gol più importante, il primo tra i professionisti della Giana. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol