Rifondata la Gea

Una sala riempita di amici per celebrarela rinascita, sette anni dopo. Torna Gea World e il teatro Vetra (Milano) registra una gran folla: all'ingresso hanno registrato i passaggi di Galliani e Allegri, a.d. e allenatore Milan, Marotta e Paratici, a.d. e d.s. Juventus, Ghirardi e Leonardi, presidente e a.d. Parma. E poi ancora, riconoscibili tra le luci sfumate e in mezzo ai duecento ospiti, ecco Preziosi e Mezzaroma, boss di Genoa e Siena, Pradè, d.s. della Fiorentina (in silenzio per scaramanzia pre-Milan), e giocatori come Nocerino e Immobile.

Cortesia Scaletta intensa, dopo le presentazioni del nuovo progetto, un po' di video illustrativi e le virgolette degli ospiti. Galliani: «Alessandro Moggi ha curato i contratti di diversi giocatori del Milan, fino al 2006. Con lui ci siamo sempre trovati bene. Anche quando abbiamo acquistato Nesta, lo abbiamo fatto nonostante al giocatore fosse interessata anche la Juventus. Sono stato invitato e mi è sembrato carino venire». Poi Preziosi, concentrato più che altro sulla traballante classifica del suo gruppo, ma netto anche sulla storia Gea: «Credo che Alessandro abbia pagato un prezzo eccessivo, è la storia del nostro Paese, si penalizzano persone soltanto perché portano un certo cognome». Poi: «Ora ci aspettano Napoli e poi il derby con la Samp: se sarà retrocessione ce la saremo meritata ma io resto fiducioso. Mi arrabbio se vedo la Sampdoria così davanti a noi: se siamo lì è perché abbiamo sbagliato tanto e me ne assumo la responsabilità, ma la salvezza è alla nostra portata. Stasera (ieri sera, ndr) cenerò con Galliani ma niente chiacchiere di calcio: mai parlato di Kucka, per il mercato ci sarà tempo». Stessa filosofia di Ciro Immobile, centravanti rossoblù (a metà con la Juve) : ora testa al Genoa, ma per il futuro c'è già una rotta tracciata: «Sono ancora giovane e preferisco giocare in una squadra di media fascia piuttosto che fare la quinta punta in un top club».

Fonte: La Gazzetta dello Sport