Richieste pesanti per il crac AC Siena

Ripreso ieri il processo sul crac dell’Ac Siena. Nella giornata dedicata alla requisitoria il pm Siro De Flammineis ha fatto richieste pesanti per gli imputati, come riporta La Nazione in un articolo di Laura Valdesi.
Cinque anni per l’ex patron bianconero Massimo Mezzaroma, più pene accessorie, per bancarotta, chiedendo l’assoluzione per altri reati. Una pena di due anni è stata poi chiesta, insieme al pm Niccolò Ludovici con cui ha seguito il processo, per gli allora membri del cda Alberto Parri e Giuseppe Bernardini.  La condanna a 2 anni è stata chiesta dalla procura anche per l’architetto Cristian Pallanch, responsabile all’epoca delle infrastrutture, e per l’avvocato della Robur che si dimise nell’agosto 2017 Alessandra Amato. Per questi ultimi era rimasta in piedi solo l’ipotesi più lieve di bancarotta preferenziale. “Assoluzione perché il fatto non sussiste” per Valentina Mezzaroma, sorella dell’ex patron, vice presidente della società. Anche Pier Paolo Sganga, commercialista che aveva fatto parte del cda, va assolto con la stessa formula, idem Mario Lattari, referente della società che aveva acquistato per 25 milioni di euro il marchio dell’Ac Siena, la ’Black & White Communication’.
E’ stato chiesto un risarcimento di circa 70 milioni di euro, pari al passivo fallimentare, in solido a tutti gli imputati ad eccezione che ad Amato e a Pallanch per cui c’è una causa civile.

Fonte: Fol