Riceviamo e pubblichiamo

Scusatemi, ma zitto non ci so stare. Voglio dire che Rizzoli può negare il rigore netto che c'era su Reginaldo, è difficile da condividere ma tanto è così, il rigore c'è solo quando l'arbitro lo fischia. Quello che non mi va giù è l'ammonizione per simulazione. Tale decisione dell'arbitro presuppone un giudizio conseguente alla perfetta visione della dinamica di gioco. Allora deduco che se Rizzoli ha visto e decide per la simulazione, due sono le ipotesi
1) è un incapace e va fermato a lungo, altro che arbitro internazionale…
2) è in malafede e va fermato a vita, già siamo sulla bocca di tutti nel mondo per i fatti più che noti a tutti.
Riflettiamoci, anche se non servirà proprio a niente
Grazie
Luca Lombardini

 

Ormai è un ritornello. Fuori non esistiamo. Questa volta abbiamo perso, oltre la faccia, una bella fetta di Serie A.
Si può discutere dell’arbitraggio (beh, dobbiamo farlo anche per quello con la Roma?), ma perché non parliamo della prova mostruosamente allucinante dei nostri attaccanti che in due partite si sono mangiati almeno sei goal?
Anche questa non è una novità. Come non è una novità, la vivemmo due ani orsono, la incapacità dei nostri difensori di tirare una “pedata”all’avversario pronto ad involarsi.
Se questo è giusto, allora troverei corretto affrontare un altro argomento: il mercato.  Si possono fare buoni affari (…esiste pure la vendita!) anche con pochi soldi, basta avere le idee chiare e la giusta credibilità.
Con calma rifletteremo sulle ultime due campagne e sui vari “desaparecidos”.
Andrea Sordi

 

 

 

E' vero! Non siamo di fronte a un cataclisma irrimediabile e le prossime tre partite consentono di porre rimedio a quella che è stata molto più di una sconfitta, al di là del risultato numerico. Però vorrei fare qualche pacata riflessione. A freddo si ragiona meglio, più di quanto si possa fare con l'amarezza in corpo lasciatami domenica nella fascia oraria di pranzo.

La prima considerazione è di ordine strategico: non ho condiviso la scelta di non utilizzare a Lecce la migliore formazione sin dall'inizio. La vittoria su quel campo sarebbe valsa molto più di quelle che, mi auguro, potranno venire nei prossimi giorni; il divario tecnico tra le due formazioni era evidente ed è stato più volte sottolineato dai cronisti e dai giornalisti. Quindi qualche riflessione critica andrebbe fatta.

La seconda, più complessa, riguarda la fragilità psicologica che investe spesso la Robur quando si trova a dover rimontare o controllare la partita (l'unica eccezione, a mio avviso, si è vista a Palermo, in Coppa Italia, dove la grinta e la tenace volontà di fare risultato ha coinvolto tutta la squadra). Come porvi rimedio, non lo so; ma una riflessione e una valutazione sul da farsi andrebbe compiuta.

Infine, è possibile che gli unici due giocatori di un certo spessore del Lecce, che andavano fermati prima a metà campo (magari alternando marcature per evitare somma di ammonizioni), con ogni mezzo calcisticamente lecito pur se falloso, abbiano potuto fare quanto gli è stato permesso?

Si dirà che è facile dirlo ora. Ne convengo; ma se questo può esserlo per me, non altrettanto può dirsi per chi ha la squadra e il potere decisionale nelle mani, il quale, per bravo che sia (ed io concordo) avrebbe dovuto prevederlo.

Chiudo pensando al prossimo futuro, augurandomi che si possano evitare o perlomeno limitare al minimo certi errori (perchè di errori si tratta). FORZA ROBUR!!!!

Tony il barese (Lettera Firmata)