Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta di Senio Sensi a Massimo Mezzaroma

Cari amici, sento il bisogno di rispondere alla mail del nostro Presidente Mezzaroma pubblicata sul vostro sito oggi alle 17..

Caro Presidente,
sinceramente non ho capito il senso e la ratio della sua esternazione.
Forse occorrerà qualche frase aggiuntiva per chi, come il sottoscritto e tanti altri senesi che amano la Robur, non è dentro le più segrete cose.
Lei, ancora una volta, parla di impegno economico pesante per lei e per la sua famiglia. E lo sappiamo, lo abbiamo apprezzato e lo appreziamo ancor più oggi. Però è stata una sua scelta e non è necessario che ci venga sottoposto il concetto ad ogni piè sospinto.
Lei parla di necessità di marciare tutti insieme per apprezzare, e sostenere, il cammino della Robur. Mai come in questo momento noto, da attento osservatore, che ciò che lei auspica è pienamente in atto. Anzi lo è  fin dallo scorso campionato nel corso del quale, in momenti difficili, qualche critica costruttiva espressa al Mister è stata presa come voglia disgregatrice, quasi che analizzare il cammino dei bianconeri, avere qualche dubbio e cercare di avere risposte da chi di dovere, fosse un fatto di lesa maestà. Non ci piace questo concetto secondo il quale chi critica, motivando, taglia l'erba sotto i piedi a squadra e Società. Non è una filosofia che, ne siamo certi, le appartiene; lei è uomo di grande intelligenza, spiccato senso manageriale e di idee molto aperte.
Ma tornando all'attualità non comprendiamo cosa di più, tifosi, e magari stampa, possano fare per stare vicino a Sannino, Perinetti, Faggiano, i Mezzaroma e tutta la rosa dei giocatori. Non leggo e non sento critiche, non vedo secondi fini o subdoli comportamenti. Vedo, al contrario una città intera che gode questo momento eccezionale, che è cosciente che verranno momenti meno belli, ma che è fortemente motivata a sostenere con ogni mezzo lo sforzo di chi ci sta dando grandi soddisfazioni in questo campionato.
E allora? Forse lei si riferiva alla blanda reazione alle parole espresse dalla Vice presidente Valentina in un’intervista televisiva, quando le fu chiesto di parlare della Roma, squadra di calcio della sua città, legata affettivamente a suo padre e, niente di male, per la quale, naturalmente, i Mezzarona hanno  legittimamente un debole. Ma esternare un "forza Roma, speriamo che si riprenda" ad un team che è sotto di noi in classifica, i cui calciatori (in particolare due) hanno nei confronti dei bianconeri un odio mai sopito e i cui tifosi si sono macchiati di innumerevoli colpe nei confronti dei nostri, è sembrato un fatto attribuibile a scarsa sensibilità Tutto qui. Non si deve dire? E perchè no? Anche i grandi, magari indotti in ciò, possono sbagliare; non ci vediamo niente di male. E senza calcare la mano, almeno considerando ciò che  ho letto e sentito io stesso (compresa una trasmissione televisiva a cui ho partecipato, invitando gli altri intervenuti a superare il – falso? – problema). Era sufficiente che la stessa Valentina Mezzaroma dichiarasse che si era trattato di una frase quasi estorta e tutto finiva li. Come tutto deve immediatamente finire e finirà. anche se mi rimane questa spiacevole sensazione che siate troppo sensibili a qualsiasi esternazione che non collimi perfettamente con le vostre idee. E con il vostro impegno. Le confermo la stima più volte pubblicamente espressa e non dubiti sull'amore dei senesi per la Robur così come del rispetto nei confronti della sua famiglia.

Con viva cordialità.

Senio Sensi

Fonte: Fedelissimo Online