Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta di Jacopo Rossi a Massimo Mezzaroma

Esimio Presidente Mezzaroma,
dopo aver letto le sue parole sulle "polemiche" marginali di questi giorni e sugli eccessi di entusiasmo di cui ci siamo resi colpevoli, non posso che pormi delle domande, in qualità di tifoso, sperando solo di non aver inteso correttamente le sue parole.
Ha colto l'occasione, nella sua lettera, di ringraziare i tifosi per il calore dimostrato, dalla passione e, non ultimo, dallo straordinario numero di abbonamenti sottoscritti. Ed i fatti danno ragione a tal passione: dopo dieci, undici giornate credo mai nella sua storia il Siena si era trovato così in alto in classifica. E dispiace veder emergere dalle sue parole un freno a tale entusiasmo, che ritengo propria di tutto l'ambiente e non di una parte. Perché di questo si tratta: puro e semplice entusiasmo, non solo per il successo dilagante sul Chievo ma per il momento positivo. Entusiasmo che, domenica, si era trasformato nel coro "O Sannino portaci in Europa", coro di gioia e non di pretesa, di incitamento al mister e non di richiesta esplicita di un piazzamento molto difficile.
Come dice anche Lei, ciò che sta accadendo è importante: dunque perchè i vertici societari, in questo momento, si spendono in elogi televisivi ed incoraggiamenti a squadre a noi più che avversarie o cercano maldestramente quanto iniquamente di smorzare il nostro "bollore"?
Gli sperticati auguri alla Roma che la vice-presidente Valentina Mezzaroma ha ritenuto giusto elargire alla Domenica Sportiva possono essere considerati forse solo una caduta di stile, ingenua quanto indelicata a dir poco: Lei stesso in egual occasione dopotutto se l'era cavata molto più elegantemente, respingendo le insidie dei giornalisti.
Ma le sue parole, ponderate e scritte e non dette ai microfoni, banalmente, sembrano dirci di non desiderare altro che la promozione, di non sognare niente di meglio per la nostra Robur, neopromossa, piccola realtà e piccolissima piazza. Non si preoccupi, sappiamo chi siamo e, come si suol dire, da dove veniamo, con i suoi pro ed i suoi contro. Ma sappiamo anche che un suo illustre predecessore sosteneva che in tanti si sogna meglio: gli dia retta e sogni con noi. Chè "quando sogniamo noi per gli altri sono cazzi amari".
Cordiali saluti,

Jacopo Rossi