Riceviamo e pubblichiamo: la trasferta vista dal Frensis. Sinalunghese vs Siena

E cosi’ un’ altra  trasferta si aggiunge a tutte le altre e il Siena Club i Fedelessimi recita la parte del leone. Un pullman di tifosi raggiunge Sinalunga,concedendosi prima un lauto banchetto presso la sede,dove ormai tutti sanno che sia prima delle trasferte che delle partite alle Badesse,abilissimi soci preparano manicaretti dove il rapporto qualita’,prezzo e cortesia superano di gran lunga improbabili trattorie sparse nei vari paesi. Giunti sul posto prima di accomodarci nella curva a noi riservata,paghiamo  8 euro a testa presso un casottino che funge da biglietteria e da bar. I bagni sono alloggiati in dei moduli decorosi e puliti. Verranno lasciati cosi’ come sono stati trovati. Prima dell incontro viene osservato un minuto di silenzio per ricordare Gigi Riva,campione indiscusso di un calcio che non c’e’ piu’ ,  della televisione in bianco e nero,in mezzo a un epoca che molti calcisticamente rimpiangono. Nonostante sia un mercoledi c’ e’ una folta rappresentanza bianconera che spinge la squadra soprattutto nel periodo di maggior difficolta’. Il nostro incitamento pero’ non basta infatti la squadra rossoblu ci raggiunge al 95′ su calcio di rigore beffandoci sul filo di lana dopo un secondo tempo in affanno. Durante il viaggio di ritorno volti scuri e in parte preoccupati. Commenti in liberta’ dove le analisi a caldo rischiano spesso di scivolare su un piano inclinato. Pero’ partendo dal detto popolare: “il cliente ha sempre ragione” ,lo stesso concetto lo voglio declinare nei confronti del tifoso. Nel calcio i presidenti possono fallire,i giocatori incappare in una giornata storta e padellare il piu’ semplice dei gol e gli arbitri fischiare come faceva Sordi nel film ” Il vigile “. Il tifoso senza il quale ogni sport avrebbe lo stesso sapore del vino che sa di tappo,deve essere libero di fare le sue osservazioni. E’ un suo diritto! Desiderare di vincere e di vedere la Robur in testa alla classifica un atteggiamento mentale che si concretizza ogni volta che i bianconeri scendono in campo. Ogni cittadino che magari  non e’ un tifoso pretende di avere sempre in cambio cose che a livello qualitativo coincidono con le sue aspettative non solo perche’ paga ma perche’ per l essere umano e’ una condizione imprescindibile. Nessuno vuole andare all’ opera e sentire il tenore steccare,nessuno si reca al ristorante sperando di   mangiar male. Quello che calcisticamente e’ accaduto a queste latitudini induce un po’ tutti ad essere abbastanza polemici e scettici,quindi impariamo a guardare la luna e non il dito. Noi tifosi siamo sempre la parte lesa perche’ gli altri passano,alcuni evaporano e non sopportiamo piu’ che i nostri cuori vengano nuovamente infranti. Chi ha paura del nuovo sogno? (Francesco Ducci)