Ricci: “Flo il colpo più entusiasmante. Durio? Brava persona, ma la società è stata gestita malissimo”

Se c’è una figura che più di ogni altra ha contribuito fattivamente alle fortune della Robur quella è Nelso Ricci. Nonostante la lontananza e la categoria, lo storico diesse del Siena ha sempre a cuore le sorti della società bianconera, e durante la trasmissione Minuto per minuto su RadioSienaTV non ha perso occasione per ribadirlo: «La categoria ora è quella, ma bisogna subito risalirla. Il Siena non può perdersi a giocare in questi campetti. Serve un programma più serio, con ragazzi giovani, e piano piano deve risalire».

A detta di Ricci, è ancora tanta l’amarezza per come si è conclusa l’avventura della precedente gestione: «I fallimenti sono state due martellate. Il Siena aveva trovato una brava persona come la signora Durio, ma contabilmente la società è stata gestita malissimo. L’ultimo anno con Dal Canto non puoi avere 32 giocatori in rosa. Non voglio sapere di chi è la colpa, io guardo i numeri. È un dato di fatto inconfutabile. La proprietà ha fatto tanti sacrifici finché ha potuto».

Fu invece con la gestione Ponte che Ricci andò vicino al ritorno in bianconero: «Ponte mi chiamò 2-3 volte ma io non me la sentivo. Mi è dispiaciuto, ma lo vedevo senza programmazione. L’anno prima gli suggerii io Morgia, poi ho continuato per la mia strada».

Il factotum bianconero è rimasto sempre al suo posto con tutte le società che si sono avvicendate in quegli anni, nei quali ha dovuto interfacciarsi con diversi presidenti: «L’anno della promozione in B ricordo quando il sindaco di allora mise in piedi una società vera, con dirigenti veri. Un presidente sottovalutato è stato Leo Salvietti, aveva una grande passione. Un altro grande personaggio del Siena è stato Bruno Guerri, l’artefice della continuità del Siena nella gestione Paganini. De Luca invece portava allegria e benefici. Con il gruppo giusto siamo andati in volata in Serie A. Avevamo giocatori di valore, grazie ai sacrifici di De Luca e all’arguzia nel saper prendere i nomi giusti dalle grandi squadre. Io pensavo al bilancio, mi sono sempre adeguato a quelle che erano le possibilità di allora, per rispetto di chi metteva i soldi».

Tanti i calciatori di valore arrivati a Siena durante la sua direzione: «I colpi migliori? Tiribocchi preso a 300 mila euro e rivenduto a 1,2 milioni, la scoperta di Taddei di mio figlio. E anche convincere due campioni del mondo come Junior e Roque Junior a venire a Siena non è da tutti i giorni. Il colpo che mi ha entusiasmato di più è stato Tore Andre Flo. Un altro è Cufrè, per me il miglior difensore passato a Siena. E come dimenticare Umberto Marino, preso per 25 mila euro. Mi sentivo forte con i giocatori, il Siena lo sentivo mio. Quando senti fiducia dei giocatori va tutto per il meglio». (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol