Repubblica: Siena disperato

Volata decisiva per il Siena: la famiglia Mezzaroma non ce la fa da sola ad iscrivere la squadra alla serie B e non ha alcuna intenzione di svenarsi (ha già chiuso col volley a Roma). I debiti sono ingenti (60-70 milioni): se non interviene il Monte dei Paschi e dà garanzie, il club scompare. C'è tempo sino al 19 luglio, ultimo consiglio federale. MassimoMezzaroma non ha pagato gli stipendi e i contributi della passata stagione (il Siena giocherebbe in B con una penalizzazione di 3-4 punti, ma è il male minore), non può e nemmeno vuole anticipare i 10 milioni per l'iscrizione. Dieci milioni che ritornerebbe col "paracadute" per chi è retrocesso dalla A (ma prima deve iscriversi alla B). La Banca-che, come noto, ha i suoi guai- potrebbe anticipare i soldi, mettere un gestore e cercare una nuova proprietà. Non è facile. La situazione è (quasi) disperata. Peccato, davvero. Ma è tutto il pianeta-calcio che va rivisto. Andrea Abodi, presidente della Lega di B, è ottimista: nel giro di 2-3 mesi crede (spera) di mettere le altre Leghe, riluttanti, intorno ad un tavolo e discutere, e varare, la riforma del campionato cadetto. Mario Macalli, con la Lega Pro, la sua l'ha già fatta: per convinzione e per necessità, perché i club scomparivano travolti dalla crisi, ma almeno dal 2014-'15 si avranno solo 60 club (erano 90…) divisi in tre gironi. Una bella, sana, sforbiciata. Abodi vuole scendere da 22 a 20 squadre, e il più presto possibile: ma l'accordo con Beretta e Macalli non sarà per niente semplice. Bisogna che Abete gli dia una mano.

Fonte: Repubblica.it