“Per noi che siamo un piccolo borgo delle aree interne è una soddisfazione poter ospitare una squadra come il Siena, dal grande trascorso sportivo. Cercheremo di essere all’altezza dell’evento, di accogliervi il meglio possibile. Siamo consapevoli di affrontare una delle squadre più forti del girone, se non la più forte. Vero che il Grosseto e il Prato hanno investito tanto, ma nel calcio conta come spendi le tue risorse e mi sembra che a oggi il Siena sia primo…”. A parlare, a La Nazione, è il dirigente del Ghiviborgo Marco Remaschi, che domenica troverà molte sue “scoperte”.
“Bellazzini, Lelli e Cioni li conosciamo e sappiamo come lavorano – spiega – Barbera, Conti, Noccioli e Vari sono ragazzi splendidi, ai quali sono rimasto molto legato. La nostra è una piccola società, una famiglia, dove l’affetto e i rapporti umani valgono più che gli aspetti professionali. Hanno sempre dato il massimo per la maglia e non a caso il mister li ha voluti con sé”.
La prima scommessa vinta è stata Nico Lelli. “L’ho visto bimbo, giocatore maturo e allenatore, dopo che per problemi fisici ha dovuto smettere. Abbiamo un rapporto ‘di famiglia’, giocava con mio figlio. L’ho sempre apprezzato, ci ha dato tanto – prosegue Remaschi – è stato lui a chiederci, come vice, Bellazzini. In pochi mesi Tommaso ci ha convinto ed è stato naturale promuoverlo in prima squadra quando Nico è passato al Montevarchi”.
Bellazzini ha centrato l’anno scorso i playoff, un risultato storico per un club giovane, nato dalla fusione nel 2012 tra Ghivizzano e Borgo a Mozzano. “Come me è molto competitivo, determinato, non lascia niente al caso. Maniacale nel suo lavoro, ha idee precise che riesce a trasmettere ai giocatori. E da loro sa farsi voler bene. Non ho dubbi che tra qualche anno ne sentiremo parlare”.
La separazione, dice Remaschi, è stata serena, “perché sappiamo di essere, per tecnici e giocatori, una piazza di passaggio. E lui ha avuto tante richieste, anche dal professionismo. Poi ha scelto Siena, con cognizione: non è uno che fa le cose a caso. Ogni estate vorremmo tenere tutti ma non rincorriamo nessuno, è giusto che ognuno segua la propria strada. Ed è anche una soddisfazione vedere tanti ragazzi spiccare il volo, verso categorie superiori, come Gori e Bura, o in piazza prestigiose, come Siena. E’ bello anche che chiunque abbia giocato nel Ghiviborgo, serbi un ottimo ricordo di noi”.
Qual è il segreto della realtà Ghiviborgo? “Puntare, con un budget limitato, su uno staff e una rosa giovani. E valorizzarli – conclude a La Nazione Marco Remaschi – quest’anno Ingenito ha 34 anni, l’eta media della squadra è di 20 e mezzo e giochiamo con un portiere 2008. Non è facile ripartire sempre da zero, eppure i risultati arrivano. Anche in questa stagione, pur con qualche inciampo. Ma, come dico ai ragazzi, quando uno cade, deve sempre rialzarsi”.
Fonte: Fol
