Reginaldo: “: “Siena in A. Poi divento italiano”

Tra poche settimane, un documento certificherà quello che lui da anni sente di essere: il brasiliano Reginaldo Ferreira da Silva, più semplicemente Reginaldo, nato a Jundiai, regione di San Paolo, dove l’80 per cento degli abitanti porta il cognome degli emigranti veneti, sta per diventare italiano. L’annuncio, considerando i tempi burocratici potrebbe coincidere con la promozione del suo Siena.

– Chissà, magari è la volta che Prandelli si ricorda di lei... "Non scherziamo, alla nazionale non penso, anche se sarebbe un onore: ho preso questa decisione soprattutto per il futuro di mio figlio di quattro anni". – Prandelli, cioè la Fiorentina, la serie A.
"La mia stagione migliore. Invece a Treviso, con Barreto, mi divertivo come un pazzo".
– Quanto deve al c.t.?
"Mi ha insegnato tantissimo dal punto di vista tattico: con lui giocavo punta esterna del 4-3-3. Un’altra vita rispetto a oggi".
– Quanto deve a Conte?
"Mi ha trasmesso la sua grinta. E mi fa sgobbare come un pazzo".
– E’ dura la vita degli esterni nel 4-2-4 del Siena.
"Dobbiamo fare le due fasi, difendere e attaccare. Segniamo di meno perché giochiamo più lontano dalla porta, ma siamo sempre al centro dell’azione. Il modulo è faticoso, ma mi diverte, non perdi mai il ritmo partita, i compagni ti cercano in continuazione per darti il pallone e provare l’uno contro uno".
– Conte ha detto più volte che lei può dare di più.
"Ha ragione: ho avuto qualche difficoltà all’inizio, ora sto bene. Ma 4 gol (5 con la coppa Italia, ndr) non mi bastano".
– Cosa dicono a Siena di chi ha giocato a Firenze?
"So che c’è una grande rivalità tra le città e i tifosi. Ma nessuno me l’ha fatto pesare, neanche all’inizio, quando non mi conoscevano".
– A Firenze quando non erano contenti la chiamavano via Reginaldo Giuliani, una stradina di periferia. Una specie di invito ad andarsene, poi hanno cambiato idea.
"Anche a Firenze nei primi tempi ho stentato a trovare spazio, davanti avevo gente come Toni e Pazzini. E poi si era partiti con 15 punti di penalizzazione, sembravamo spacciati e invece abbiamo centrato la zona Uefa. Un campionato incredibile".
– Il Siena in A è una cosa sicuramente più scontata.
"Sì, ma manca ancora molto all’obiettivo. E comunque Conte fa bene a tenerci sulla corda, a non mollare".
– Ogni tanto saltava fuori il nervosismo, la paura di essere al centro di un complotto, arbitrale e non.
"Conte e la società hanno fatto bene a protestare, a volte ci siano sentiti penalizzati. E serviva una scossa".
– Che partita all’andata contro il Sassuolo, l’avversario di domenica: vincevate 3-2 a 8 minuti dalla fine, avete perso 4-3.
"La serie B è così: mai rilassarsi, mai mollare".
– Per chiudere il gossip è d’obbligo: fino a tre anni fa, lei era conosciuto soprattutto come il fidanzato della Canalis…
"E devo dire che la cosa mi pesava un po’, avrei preferito che si parlasse di me per quello che facevo in campo. Come per fortuna sta accadendo adesso".(Guglielmo Longhi)
Fonte: La Gazzetta dello Sport