REGINALDO: IN CAMPO PER UN’ALTRA GUERRA

 

Due gol nelle ultime due partite. Un grande livello di condizione: ormai la maglia titolare sembra essersela cucita addosso. Reginaldo replica subito. “Non ci sono titolari in questa squadra – dice il brasiliano – e la dimostrazione è che chi parte dalla panchina è spesso più determinante rispetto a chi parte dal primo minuto. Il merito è del mister che riesce a tenerci sempre tutti sulle spine. E’ un momento positivo più che per me per il Siena. Sono contento per i gol che ho fatto, ma ogni prestazione del singolo è sempre il frutto del lavoro del gruppo”. Mister Conte, dal suo arrivo sulla panchina bianconera, ha spronato il brasiliano a vestire i panni del vero Reginaldo. Stando al campo, gli stimoli del mister hanno colpito nel segno. “Sono contento che il mister – spiega il numero 10 -, fin dall’inizio abbia cercato di tirare fuori il meglio di me. Come i miei compagni ho sempre dato il massimo, e continuerò così fino all’ultima giornata. Sto molto bene fisicamente e con il lavoro cercherò di migliorare ancora”. “Ho già rivestito il ruolo di esterno – aggiunge -, ma sempre in 4-4-2 classico. Mai in un modulo dove si gioca proprio sugli esterni, che devono cercare sempre l’uno contro uno per trovare la giocata o crossare per i compagni. Personalmente mi piace ricevere la palla e agire spontaneamente, saltando l’uomo e inventando qualcosa: il calcio, in fin dei conti è questo, invenzione”. Reginaldo predica attenzione: lunedì al Matusa non sarà così semplice. “Tutte le partite che ci aspettano sono difficili – sottolinea -, anzi, sarà proprio un’altra guerra. Dovremo scendere in campo con la massima voglia, la massima cattiveria e la massima attenzione. Il Frosinone è in una posizione di classifica difficile e vorrà vincere a tutti i costi. Noi lo stesso, sarà una bella sfida”. Conte alla Juve? Regi sorride. “Posso parlare per me: sinceramente certe voci non mi danno fastidio: succedesse sarei contento. Al mister auguro che poter arrivare il più lontano possibile. Noi, però, adesso, dobbiamo guardare al campionato, pensare settima per settimana, solo al termine del campionato vedremo dove siamo e penseremo a cosa fare”.
Il brasiliano presto diventerà italiano. “Ad aprile scade l’undicesimo anno in Italia – conclude -, presenterò domanda, ma più che altro per semplificare un po’ le cose. Mio figlio ha quattro anni, se quando sarà un po’ più grande vorrà venire, sarà più facile anche per lui. Non penso alla nazionale o a qualcos’altro. Sì, è vero, c’è Prandelli: sono contento per il mister, di aver lavorato con lui, ma io non ci penso. Penso solo a lavorare per il club in cui lavoro e a dare il massimo, indipendentemente dal passaporto”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line