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Rassegna stampa: Robur: tanti dubbi e poche speranze. Quarta serie ‘condanna a vita’ o quasi

Riportiamo integralmente un editoriale di Paolo Brogi pubblicato ieri, 27 dicembre, sul quotidiano La Nazione.

Come sarà il 2026 della Robur? Domanda intrigante ma risposta complicata. Per prima cosa va chiarito che del nuovo anno ci interessano soprattutto i primi quattro mesi, ossia quelli che ci porteranno da gennaio a maggio, mese dove si concluderà l’attuale stagione. Sbilanciarsi su cosa accadrà dopo è faticoso e al memento inutile.

Quando si parla di campionato è sempre bene avere un obiettivo preciso, al quale puntare, magari dichiarandolo. Ebbene non accade quasi mai e spesso si cerca, al contrario, di annunciare un traguardo molto inferiore alle proprie possibilità che sarà sicuramente raggiunto. Basta guardare in Serie A quanta squadre competitive per lo scudetto ammettono al massimo di puntare al quarto posto. Ma questa è un’altra storia e proprio non ci interessa. Fino a qualche anno fa la Robur in serie D era una cosa talmente ‘offensiva ‘ che vincere o ancora meglio stravincere il campionato era I ‘unico modo per cancellare l’umiliazione. Successe nel primo anno di quarta serie, dopo la caduta dalla serie B. Arrivò Antonio Ponte e quel Siena vinse immediatamente il campionato tornando in nove mesi tra i professionisti. Parliamo di fatti accaduti una decina di anni fa, perché da allora in poi, dopo altre rovinose cadute, la Robur ha vinto al massimo un campionato di Eccellenza. Insomma, la serie D non è più il nostro giardino di casa, al contrario, ultimamente ci siamo scottati con sconfitte che nessuno avrebbe mai pensato di dover digerire. E adesso? Il 2026? L’obiettivo della Robur, della Robur attuale, può essere la zona play-off. Il Grosseto è ingiocabile ed è già scappato via, ma forse con le prime inseguitrici dei maremmani la formazione bianconera ha la possibilità di giocarsela. È chiaro che serve un cambio di passo importante rispetto all’ultimo periodo e magari vittorie contro Ie potenziali avversarie nella corsa ai play-off. Un paio di rinforzi dal mercato sono arrivati e adesso andranno visti all’opera con continuità, dopo l’assaggio di Trestina.

Arriveranno altri rinforzi? Non sappiamo, anzi una cosa la sappiamo, nel caso non si tratterà di investimenti importanti e nemmeno di pedine in grado di spostare gli equilibri. La partecipazione ai play-off, se l’obiettivo sarà raggiunto sarà come sempre un’inutile passerella perché I ‘investimento necessario per ricorrere al ripescaggio sul tavolo non lo metterà nessuno. II milioncino (a fondo perduto) che serve, proprio non fa parte della filosofia societaria e piuttosto si guarderà al prossimo campionato sperando di indovinare qualche acquisto a che la corazzata di turno non ci mortifichi già a novembre scappando in classifica e ipotecando il primo posto da subito. La Robur è condannata alla ‘pena’ della serie D e con la reggenza attuale, a meno di clamorosi indulti, ha scritto sulla sua scheda ‘fine pena maI” come capita agli ergastolani. In tanto c’è da finire questo campionato dal quale onestamente mi aspetto poco e poi da vedere cosa accadrà dopo. Vogliamo sperare che succeda qualcosa di importante, che arrivi una bella ventata di novità ed entusiasmo. Ne abbiamo tutti davvero bisogno per rialzare la testa riprenderci un po’ di orgoglio e credibilità a tutti i livelli. Ma per ora è solo una piccola, anzi, piccolissima speranza. (Paolo Brogi)

Fonte: La Nazione