SIENA Mentre la squadra si sta godendo le ultime ore della pausa concessale dalla società per le festività natalizie, dietro le scrivanie del Siena l’orologio continua a ticchettare. I giorni di stop a cavallo tra un anno solare e l’altro sono preziosi per un club, per fare bilanci e tracciare le coordinate in vista del futuro. Anche per la Robur, c’è da immaginare. Tra una settimana, infatti, prenderà il via la finestra invernale del mercato (lo start lunedì 2 gennaio, il gong martedì 31 gennaio): come sempre accade le operazioni effettuate da un club durante la sessione di riparazione saranno la cartina al tornasole degli obiettivi finali o il bilancio tra quegli stessi obiettivi e la disponibilità nel portafoglio delle proprietà. A Siena, però, c’è, prima di tutto un nodo da sciogliere, legato al nome del direttore sportivo Ernesto Salvini. Chiamato in estate dal presidente Montanari, l’ex Frosinone ha messo a disposizione dei colori bianconeri la sua esperienza pluriennale e la sua umanità. Ha costruito, in poco tempo, una squadra capace di dare filo da torcere a chiunque (infortuni e sfortuna a parte), silenziosamente, senza troppi proclami. E’ diventato giorno dopo giorno un punto di riferimento per tutti. I giocatori nutrono stima nei suoi confronti. I procuratori hanno fiducia in lui. I tifosi lo hanno da subito apprezzato. E’ solo che con il passare delle settimane qualcosa pare essersi incrinato. Il clima, in generale, si è fatto più teso (ne è riprova la decisione della squadra di sospendere gli allenamenti integrali all’inizio della scorsa settimana). Qualche incomprensione di troppo ai piani alti e a livello di campo ha minato la serenità iniziale. E sono anche iniziati a circolare rumors su una possibile separazione tra Salvini, che nell’ultimo periodo è stato meno presente per motivi di salute, e la Robur. In questi giorni sarà necessario capire se la prosecuzione del rapporto è possibile. Viene da sé che se il legame tra Salvini e la Robur dovesse spezzarsi, per il Siena i piani si complicherebbero non poco. (Angela Gorellini)
Fonte: La Nazione
