Rassegna Stampa – La Nazione: “Il rebus giudiziario dello stadio. Gli scenari al Consiglio di Stato”

Riportiamo l’articolo del giornalista Orlando Pacchiani pubblicato oggi sulle pagine locali de La Nazione, che ripercorre la surreale vicenda dello stadio Franchi dall’assegnazione della concessione all’Acr Siena ad oggi.

“Questa è una storia che parla di contorsioni giudiziarie, avventatezze amministrative, prolungate contrapposizioni non spiegabili con la sola logica imprenditoriale. L’ennesimo rinvio di una decisione sullo stadio è solo l’ultima tappa di un calvario che deve in realtà trovare la sua origine quasi tre anni fa, in quella concessione varata nel passato mandato a favore del Siena Noah degli armeni e che, con tutta evidenza, faceva acqua da tutte le parti. Dalla scelta di inserire i lavori per l’adeguamento antisismico nella convenzione, a carico del gestore in cambio di un canone di affitto pressoché nullo, alla mancata previsione di automatismi per il suo scioglimento (o comunque troppo deboli e, come palese, contrastabili da un buon pool legale), alle proroghe concesse più volte con la scusa dei ritardi nell’arrivo delle materie prime. È quello il capitolo politicamente rilevante, cui si aggiunge l’incomprensibile valzer – per i comuni mortali – nelle aule di giustizia. Il 25 gennaio saremo al quarto passaggio (sette con le istanze cautelari) nei tribunali amministrativi: Tar, Consiglio di Stato, Tar, Consiglio di Stato. Cosa succederà? Il provvedimento di due giorni fa del Consiglio di Stato, che ha fatto infuriare l’assessore Lorenzo Lorè, è in realtà motivato dal fatto che in assenza di decisione il Comune oggi sarebbe rientrato allo stadio, come da lettera inviata dopo l’ultima sentenza del Tar. Di qui la richiesta di sospensione cautelare, accolta dal giudice almeno fino all’udienza del 25 gennaio. In quella sede il Consiglio di Stato potrebbe fissare l’udienza di merito confermando la sospensione cautelare del provvedimento del Comune – lo scenario peggiore -; fissare l’udienza di merito senza accogliere la sospensione, con il Comune che potrebbe rientrare in possesso del bene; accogliere subito la lettura del Tar che ha dichiarato il difetto di legittimità e rinviare al giudice civile. Anche in questo caso per il Comune si aprirebbero scenari probabilmente positivi, anche se la storia giudiziaria della vicenda ha insegnato che non bisogna mai cantare vittoria troppo presto. A meno che arrivino in fondo le procedure fallimentari tornate d’attualità: in quel caso, con la liquidazione della società, la strada per il Comune sarebbe spianata. Di certo l’attuale amministrazione si è trovata a gestire una vicenda intricatissima e di cui non si riesce a cogliere il senso. Cosa si cela dietro questa ostinazione? Impensabile che la società pensi di strappare un accordo economico con il Comune: a che titolo, con il rischio di danno erariale dietro l’angolo? Oppure il tentativo è di mettere in difficoltà il Comune per altre strategie che viaggiano sottotraccia? Se queste domande al momento restano senza risposte, la certezza principale sono solo i danni immensi causati all’attuale Siena Fc e ai suoi tifosi, costretti a vivere un’annata pazzesca lontani dalla propria casa. E ovviamente i danni causati anche all’attuale amministrazione, che nei prossimi giorni darà una lettura complessiva della vicenda in consiglio comunale in risposta all’interrogazione di Giulia Mazzarelli, capogruppo Pd, che chiede tra l’altro «se è già stato predisposto un piano operativo per il recupero e il ritorno in fruibilità dell’impianto e se l’amministrazione intende intraprendere azioni legali nei confronti dell’attuale gestore», parlando di «vicenda incredibile». In passato era stato l’ex sindaco Bruno Valentini a portare più volte in consiglio la questione dei lavori: il 10 giugno e 18 ottobre 2022, il 15 febbraio 2023, sui ritardi di quella necessaria messa in sicurezza. Era poi arrivata la rescissione della convenzione, datata 23 maggio 2023 – a cavallo tra primo e secondo turno delle comunali – che è stata al centro di tutti i ricorsi della ex società bianconera, che poi è sparita anche dal pianeta calcio. Ma non dalle aule di tribunale….”.

Fonte: La Nazione Siena