Radice: “Un giorno mi piacerebbe tornare alla Robur”

“Adesso c’è Danilo Tosoni per il quale nutro grande rispetto. Sta lavorando in condizioni difficili. Ma un giorno mi piacerebbe tornare, se ci fossero le finalità giuste. Se ci fosse un’idea a lungo termine, credibile, spendibile, anche per una forte responsabilità verso il territorio”. A parlare, a La Nazione, è Ruggero Radice, ex giocatore ed ex dirigente della Robur. “Un settore giovanile necessita di una programmazione attenta, al di là della categoria in cui gioca la prima squadra – spiega – a Siena ci sono state tante interruzioni, nel corso degli anni: le competenze non mancano, l’identità è forte, ma come si possono gettare le basi, se non esiste una casa? È necessario investire sulle strutture e sulle persone: spesso le giovanili vengono messe all’ultimo posto”.

Radice, che nel Siena ci ha giocato e poi ha allenato nel settore giovanile, fino a diventare responsabile dello Youth Project (l’anno scorso invece era il responsabile del vivaio del Grosseto, ma ha interrotto l’esperienza a novembre), da quattro anni è docente di tecnica e tattica ai corsi per ottenere il patentino Uefa C e Licenza D della Figc e da tempo organizza campi estivi per ragazzi. Quest’anno il camp, dedicato ai bambini tra i 5 e i 12 anni, si terrà a luglio negli impianti dell’Alberino, che lo organizza insieme a Gkr Sport. “I bambini devono sempre sentirsi protagonisti e nella condizione di esprimere la loro fantasia. La competizione deve servire solo come obiettivo per migliorare – continua Radice – la vittoria a tutti i costi, da ottenere anche attraverso scorciatoie, è un errore che si compie spesso nei settori giovanili. Ai giovani va dato tempo: dicono tutti che non c’è, ma non è così, dai 5 ai 18-19 anni di tempo ce ne è tanto, ma servono allenamenti, trasporti e strutture”.

Fonte: Fol