RABBIA BIANCONERA MA TROPPI ERRORI

LA COSA CHE A FINE gara fa più male è la faccia dei tifosi bianconeri dietro alla tribuna coperta. Dopo aver sostenuto la squadra per novantaquattro minuti, aver sofferto, imprecato e alla fine gioito, per poi vedersi strozzare in gola dal tiro della domenica di Vargas la soddisfazione che ormai pregustavano. Un altro pareggio che rende la classifica solo un po’ più accettabile grazie ai guai degli altri, a partire dal ko dell’Empoli, raggiunto a quota otto dalla Robur e ad altre beffe come quelle che hanno subito negli ultimi minuti di gioco sia il Parma che il Cagliari. Ma questa non è certo una consolazione per chi ha la Robur nel cuore e dopo il triplice fischio di Romeo resta là, impietrito, senza nemmeno più la voglia di contenstare.
«NON POSSIAMO rimproverare niente ai ragazzi », prova a dire timidamente qualcuno ma le parole cadono nel silenzio. Non possiamo continuare così diciamo noi, anche muovere appunti in una serata del genere è difficile troppo difficile. Sembra un po’ di assistere a quanto accadeva nella seconda parte dello scorso campionato, quando la Robur dell’allora allenatore Beretta metteva alla corde gli avversari per poi venire beffata. Ce le ricordiamo ancora quelle parole: «Giocando così, primo o poi saremo premiati». O ancora: «Verrà il giorno che avremo la meglio con tanta fortuna». Ebbere quei sospirati momenti, lo scorso anno arrivarono soltanto alla fine e solo in parte. Adesso deve essere un’altra storia, non possiamo andare avanti così, gettando energie sul campo per poi raccogliere il classico topolino.
Se poi il ‘tradimento’ arriva anche da chi fino ad ora aveva sempre fatto la sua parte (vedi Maccarone) allora c’è poco da fare.
LE PARTITE casalinghe contro il Catania sembrano poi essere accompagnate da una sorta di maledizione. L’anno scorso gli etnei furono artefici di un’altra impresa del genere, segnando in pieno recupero il gol dell 1-1 con Corona, dopo che il Siena aveva, come sempre dominato.
E il bilancio, guardando la graduatoria è magro. Dieci partite, otto punti, una sola vittoria e terz’ultimo posto in coabitazione con l’Empoli. Non solo. In casa, dove una squadra che lotta per la salvezza dovrebbe fare la voce grossa sono già numerosi i jolly sprecati, due negli ultimi quattro giorni, contro una modesta Reggina e un Catania che ha provato a giocarsela con tante riserve. Se solo gli attaccanti bianconeri avessero avuto la mira giusta sarebbe finita con tanti gol di scarto.
PER QUANTO RIGUARDA l’allenatore la posizione resta sospesa. Ieri sera Mandorlini, a parte qualcosina (vedi Corvia dall’inizio e forse qualche cambio un pizzico in ritardo) le ha azzeccate quasi tutte. «I fischi al tecnico non ci sono piaciuti, visto che Mandorlini è uno competente — ha sottolineato il patron Giovanni Lombardi Stronati in sala stampa —, ma alla fine abbiamo apprezzato gli applausi rivolti alla squadra nonostante la beffa».
Non resta che pensare positivo (obiettivamente ma chi ci riesce? ndr) e andare a riprendersi il trasferta quanto perso al ‘Franchi’.
Si comincia da Parma e sarà ancora volta volta uno spareggio. Alla terza gara in appena otto giorni sarà il momento di pescare dal fondo del ‘barile’ delle energie. (Paolo Brogi)
Fonte: La Nazione