Questione di feeling di Mario Lisi

Diciamo la verità,  di quest’annata di calcio bianconero non c’è proprio niente da salvare e con l’acqua sporca di un campionato umiliante e disgraziato non c’è nemmeno il rischio di gettare via – come suol dirsi – anche il bambino. Semplicemente perché il bambino non c’è. Insomma, ammesso che si fosse iniziato a costruire qualcosa (quadri societari decenti, squadra competitiva, settore giovanile di buona prospettiva, perfino un look definitivo delle maglie da gara…) oggi ci accorgiamo quanto nel nostro caso sia più che mai appropriato il motto del grande Gino Bartali: “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!”.

Per altro, qualche timido passo avanti, in vista della prossima stagione, si incomincia ad intravedere, per esempio con la designazione come addetto agli arbitri dell’amico Claudio Agnelli e l’intenzione di cambiamenti profondi sul piano tecnico-dirigenziale. Staremo a vedere se ai buoni propositi di chi pare essersi ravveduto seguiranno fatti concreti.

Intanto qualcosa di buono per la tifoseria e soprattutto per la tradizione cittadina si potrebbe fare subito ed a costo zero. Urge modificare a furor di popolo denominazione e logo della Società, particolare tutt’altro che secondario. È questione di empatia tra il nuovo sodalizio ed i suoi supporters, di feeling per dirla in inglese, ma anche di marketing per quanto modesto possa essere ai tristi livelli calcistici in cui siamo precipitati. Davvero si pensa che gli sportivi senesi, quando finalmente potranno tornare sugli spalti, siano disposti ad inalberare vessilli con quell’obbrobrioso, insignificante, antiestetico scarabocchio che si è pensato di adottare come stemma della gloriosa Robur? Dunque, via subito quella “N” offensiva e spazio ad una grafica che recuperi la vecchia lupa senese.

Non credo che sia chiedere troppo, la vignetta di oggi esprime bene il pensiero degli sportivi bianconeri….Insomma, gente, dateci almeno questo “contentino”!

Fonte: FOL