Non parliamo della prima maglia e nemmeno di quella blù, ma di quella a righine bianche e gialle, una delle più brutte della storia bianconera. Negli anni ’40 e 50 la seconda maglia del Siena è sempre stata blù con due righe bianconere sul petto. Negli anni ’60 era bianca o blù e così fino agli anni ’80. Nella stagione 1988-89 fu Ferruccio Mazzola, ex laziale e tifoso biancazzurro, ad imporre per la prima volta la maglia gialle, seconda maglia della Lazio. Da quella stagione in poi sono state proposte maglie di tutte le fogge e di tutti i colori possibili, ma mai una così brutta. In questa stagione la squadra si è presentata in campo con quella maglia ben 10 volte, 3 con quella blù e 21 con i classici colori bianconeri. La LND in merito è molto precisa:
“Le due squadre devono indossare colori chiaramente distinguibili tra loro, dai portieri e dall’arbitro.
Obbligo della squadra di casa: Di norma, la società ospitante ha l’obbligo di cambiare i propri colori se c’è confondibilità con quelli degli ospiti.
Decisione finale: Spetta all’arbitro valutare se i colori sono in contrasto e accettare la proposta delle divise da gioco per evitare confusione.”
Si deduce che non è stata una scelta della società ma rimangono incomprensibili certe decisioni degli arbitri. Un esempio? Foligno in azzurro e Siena in bianconero si è giocata, mentre in Prato( Azzurra)-Siena la Robur ha dovuto indossare la maglia bianco gialla.
Una soluzione comunque c’è, facciamola sparire e ricorriamo ad una maglia di un altro colore, al limite anche gialla, magari con qualche riferimento al bianconero più evidente, ma non con quelle righine bianche che compongono un insieme cromatico veramente brutto e poco sensato. (NN)
Fonte: FOL
