Quell’irresistibile “Rosinaldo”. Qualità “scippata” al mercato

Se lo chiamavano, ai tempi della sua lunga militanza granata, “Rosinaldo”, ci sarà stato un motivo. Alessandro Rosina merita nel day after il match contro il Novara la luce dei riflettori perché solo grazie alla sua classe, oggettivamente poco adatta alla categoria, la Robur è riuscita a sbloccare una gara difficile contro una squadra che veniva da un buon momento e che sapeva chiudersi bene di fronte agli attacchi bianconeri. Lo slalom gigante, già che siamo in tema di Olimpiadi invernali, fatto dal numero 20 ai danni dei difensori del Novara è uno di quei gesti tecnici che in serie B si vedono di rado, e magari da giovani elementi pronti al grande salto. Lui tanto giovane non lo è più, visto che ha appena compiuto 30 anni, ma di sicuro di qualità, e non solo tecniche ne ha da vendere. Era nella lista dei cedibili dallo scorso luglio, ma poi alla fine ha scelto di rimanere in bianconero, consapevole del ruolo fondamentale (specie adesso dopo il contemporaneo addio degli altri due terzi dell'attacco titolare) che gioca in questa squadra. Peccato perché se non ci avesse messo una pezza Gomis una settimana fa a Crotone le gioie personali di Rosina in questo 2014 sarebbero già state due, e avrebbe automaticamente significato sei punti. In ogni caso il nuovo anno Rosina lo ha iniziato come aveva finito il vecchio, a suon di grandi partite, fatte anche di corsa e sacrificio e non solo di giocate risolutive. Contro Catania e Fiorentina, ammesso che ce ne fosse stato davvero bisogno, Rosina ha dimostrato di essere un giocatore da serie A. Ma il suo impegno e la sua dedizione alla causa, al pari di ognuno dei suoi straordinari compagni, ha dimostrato di che pasta è fatto anche dal punto di vista morale.

Fonte: La Nazione