Quel pasticciaccio brutto di Foligno-Siena: Forte squalificato a vita

Quando si parla del Foligno, i ricordi volano a quel 4 novembre 1973, settima giornata di campionato di serie D, in cui il Siena perse la partita e il suo giocatore più importante, Giampiero Forte, squalificato a vita. Ma veniamo ai fatti vissuti direttamente.

La partita

Il Siena, a soli due punti dalla capolista Unione Valdinievole del Faraone Melani, si presenta a Foligno ancora imbattuto seguito da un grande numero di tifosi. La partita è abbastanza tranquilla, ma a movimentarla ci pensa l’Arbitro Piloti di Catania che assume un atteggiamento estremamente ostile nei confronti dei bianconeri. Il primo episodio contrario si verifica dopo soli 6’ di gioco con l’assegnazione di un inesistente rigore ai falchetti che suscita le veementi proteste della Robur. Montioni batte il rigore, ma De Luca para non trattenendo la sfera che Taradei ribatte il rete per l’1-0. La partita riprende e il Siena domina in largo e lungo il campo, con Colafrancesco, sopraffino regista bianconero, che dirige l’orchestra. Al 41 l’episodio chiave, quello che manda ko la Robur e in confusione totale l’arbitro. Illiano, mediano del Siena, rimane a terra in area folignate. Forte si avvicina all’arbitro per segnalare la situazione, ma Piloti non ferma il gioco, provocando la reazione dell’attaccante senese che lo apostrofa malamente. Espulsione e Siena ridotto in 10. Al 44’, l’arbitro sale ancora sugli scudi espellendo Colafrancesco che, colpito duramente, reagisce al fallo di Montioni. Il primo tempo finisce con tanto nervosismo sia in campo che sugli spalti dove nasce una gigantesca zuffa tra le opposte fazioni a malapena sedata dalle forze dell’ordine. Nella ripresa, l’allenatore bianconero Grassi, porta a centrocampo il libero Bruschettini e la squadra inizia un vero assedio raggiungendo il pareggio all’89’ con un colpo di testa dello stopper Fei. Rete regolare per tutti, ma non per Piloti che fischia un inesistente fuorigioco e contemporaneamente la fine della partita.

La mischia

Il fischio finale diventa un gong e lo spazio antistante gli spogliatoi un vero e proprio ring dove giocatori e dirigenti delle due squadre se le suonano di santa ragione. Viene colpito il presidente folignate Franco Passeri, il portiere Beretti, il mediano del Siena Illiano e quando la mischia di disperde rimane a terra l’arbitro Piloti messo ko da un pugno  forte e preciso. Immediatamente viene individuato in Giampiero Forte, per altro ex falchetto e quindi ben conosciuto, l’autore del gesto, nonostante professasse la propria innocenza. Dalla tribuna parte una nutrita schiera di tifosi bianconeri per dare manforte ai propri giocatori, ma la polizia riuscì ad evitare l’invasione.

La difesa

La difesa di forte e dei dirigenti del Siena, immediatamente dopo l’episodio, è goffa e controproducente. Forte dichiara:

“Non sono stato assolutamente io a colpire l’arbitro. Io mi trovavo insieme a Colafrancesco negli spogliatoi ed è da qui che ho seguito gli incidenti”

La tesi difensiva di Forte, pur labile, poteva anche funzionare se Renzo Tambani, uno dei dirigenti della Robur, non avesse fornito una ricostruzione che smontava quanto dichiarato dal giocatore: “ È stato Illiano a prendere un pugno dal presidente del Foligno che, con la complicità dell’arbitro è riuscito a far scoppiare la rissa. E forte non ha fatto altro che difendersi.”

Il contrasto è netto e a niente servono le parole di Gino Gallerini, dirigente generoso e super tifoso che si assume tutte le colpe: “Sono stato io e non Forte a colpire involontariamente il direttore di gara. Forte non c’entra niente, non era presente.”

La sentenza

Il Giudice Sportivo della serie D, Pasqualino Gratteri, analizza il referto arbitrale, la relazione delle forze dell’ordine e tutte le dichiarazioni rilasciate nel post partita. La sentenza è pesantissima:

“…ritiro definitivo della tessera al calciatore Giampiero Forte del Siena, per comportamento offensivo verso l’arbitro durante la gara; espulso, quando già si era rivestito, approfittando di uno scontro tra giocatori delle squadre antagoniste e della confusione derivante, aggrediva l’arbitro che stava rientrando negli spogliatoi, colpendolo con un pugno tra la bocca e il naso, in modo talmente violento da farlo sanguinare e da cagionarne la caduta.”

Il Siena perde il più forte attaccante del girone e la possibilità di portare denaro fresco nelle proprie esangui casse in virtù di una trattativa ben avviata con il Pescara, compagine che militava in serie B.  (Nicola Natili)

Fonte: Fedelissimo Online