Quei documenti a luglio erano ok. E ora dodici club rischiano un -8

Le Finworld non valevano, servono nuove fideiussioni, guai più o meno grossi per dodici società, due di B, dieci di C. Si sapeva da giorni, tanti giorni: 41 ne sono passati dal 20 luglio al comunicato della Figc di ieri.

IL FATTO Quarantuno giorni fa, la IV sezione del Consiglio di Stato, accogliendo un’istanza della Banca d’Italia, revocò le misure cautelari precedentemente concesse alla Finworld Spa, in forza delle quali era stata sospesa la sentenza con cui il Tar aveva confermato la decisione della Banca d’Italia di cancellare la società dall’elenco degli intermediari finanziari. Fuori dall’elenco e senza alcun titolo per operare: questo il succo del lungo e tortuoso iter giudiziario. Perciò, le dodici fideiussioni precedentemente emesse a garanzia delle iscrizioni di altrettanti club, che a luglio la Covisoc ha ritenuto «idonee» e in virtù delle quali la Figc ha concesso le licenze nazionali, oggi non sono più buone e vanno sostituite. Una vicenda grottesca, l’ennesima di questa stramba estate del calcio italiano.

LE CONSEGUENZE Entro il 28 settembre, Palermo e Lecce in Serie B, Arzachena, Cuneo, Juve Stabia, Lucchese, Matera, Pro Piacenza, Reggina, Rende, Siracusa e Teramo in C, dovranno depositare una fideiussione alternativa: da 800mila euro per la B e 350 per la C. Non sarà un gioco da ragazzi, trovare (e pagare) le garanzie sostitutive, Palermo e Lecce stanno già provvedendo, ma quei club di C che hanno faticato a iscriversi e non hanno liquidità? La Lega Pro le aveva avvisate. E ora, chi non riuscirà a trovare la fideiussione sconterà 8 punti di penalizzazione e pagherà multe dello stesso valore: 800mila per le società di B e 350 per quelle di C. Un conto salatissimo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport