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Quattro giornate per salire più in alto, poche settimane per programmare il futuro

I numeri, quei maledetti/benedetti numeri che alla fine dicono tutto. O quasi. Quelli del Siena targato Voria sono noti a tutti: 9 partite, 23 punti sui 27 a disposizione, frutto di 7 vittorie e 2 pareggi, 23 reti segnate e 10 subite, una marcia da capolista che è servita a dare un senso a questa stagione, ma anche ad aumentare i rimpianti per una prima parte della stagione in cui tante, troppe cose, non sono tornate. La gestione Bellazzini con il suo calcio fatto di mille passaggi e pochi tiri in porta, pesa su questa annata, dispiace dirlo, ma sono i numeri, ancora una volta, a dimostrarlo. Voria ha una filosofia di fare calcio diversa ed è molto riduttivo il termine “calcio pane e salame”, più corretto ricorrere al concetto di un calcio propositivo, che segue i principi basilari di questo sport, cercare di vincere sempre la partita, liberando le qualità tecniche dei singoli. Ci sono schemi, ci mancherebbe, c’è tanto lavoro settimanale, eccome, c’è la volontà del gruppo di seguire un condottiero credibile che non trascura mai di trasmettere ad ognuno la propria fiducia. Voria ha smesso i panni di giocatore e ha vestito quelli di tecnico, ma non ha dimenticato il suo passato, le sue mille battaglie su tutti i campi, molte delle quali con la maglia bianconera, le sue esperienze quando era dall’altra parte della barricata e questo gli ha permesso di entrare subito in sintonia con i ragazzi. Non era facile né scontato, ma c’è riuscito. Ha rivitalizzato la squadra, sta dando spazio a tutti, ma soprattutto ha cambiato la mentalità del gruppo. Tutta la squadra ne ha tratto giovamento, tutti i giocatori si stanno dimostrando diversi, per rendimento e utilità, perché quando si scende in campo la volontà di tutti è quella di giocare al calcio, divertirsi e possibilmente vincere.  I risultati hanno permesso di scalare la classifica ma, soprattutto, hanno fatto capire che questa squadra ha una ottima base su cui lavorare in proiezione futura. E qui il compito di Voria si ferma e la palla passa tra le mani della proprietà. Importanti, in questo senso, sono le parole del presidente Bodin, che per la prima volta parla di programmi e ambizioni reali, a partire da un’improbabile possibilità di ripescaggio che si dovesse presentare, fino a dichiarare che l’obbiettivo primario della prossima stagione sarà la promozione tra i professionisti. Non ci sono parse le solite promesse, ma l’esposizione di un vero programma, ma come sempre  – e in questi casi ancora di più – alle parole dovranno seguire i fatti. Da subito: decidere sul destino di Voria che, dati alla mano, ha dimostrato di meritare la panchina, a seguire  la conferma dei calciatori più forti e l’ingaggio di quegli elementi che permetteranno un salto di qualità alla rosa, che tradotto in cifre equivale ad un impegno economico maggiore. Andrà così? Ancora qualche settimana e ne sapremo di più. (NN)

Fonte: FOL