Quarantesima giornata: il punto di Paolo Soave

Ribaltone. Mentre il campionato del Siena, con qualche mugugno, è già finito, l’Atalanta non fa sconti e dimostrando di avere mentalità da grande si riappropria di forza del primato, senza riguardi per nessuno. Ventisette reti nella quarantesima giornata, segnata da sei successi interni, quattro esterni e un solo pareggio. Come previsto il Varese si aggiudica l’accesso, strameritato, ai play off, prossimi anche per la convincente Reggina del girone di ritorno, mentre per l’ultimo posto restano in corsa almeno in quattro (Torino, Padova, Livorno e Empoli). In coda Frosinone, Portogruaro e Triestina sono a un passo dalla retrocessione, trattengono il fiato Albinoleffe, Sassuolo, Ascoli e Piacenza, impegnate a evitare i play out negli ultimi 180 minuti di fuoco.

Continua a far beneficenza la Robur (foto 1), questa volta a ringraziare è l’Ascoli, che si ritrova con tre punti in più in classifica che potrebbero decidere le sorti della lotta per la salvezza. E pensare che Conte voleva arrivare primo: negli ultimi quattro turni il Siena ha raccolto la miseria di due punti, rimediato due sconfitte allucinanti con formazioni di bassa classifica, addirittura nove goal al passivo e soprattutto è riuscito nell’impresa impossibile di deludere parte della già festante tifoseria. Non era facile. Ad Ascoli la Robur offre i consueti spunti di gran calcio grazie alla classe di Calaiò, Reginaldo e Brienza, gente notoriamente da A. Nel finale non basta il doppio vantaggio se si rinuncia alle punte e ci si consegna prigionieri nella propria area di rigore agli onesti e arrembanti marchigiani. Nelle ultime giornate di qualsiasi campionato, fra appagamenti e prematuri festeggiamenti, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Del resto basterebbe ricordarsi di qualche “rocambolesca” salvezza del passato. E’ anche vero però che non è giusto scrollar sempre le spalle di fronte a tutto. Il tifoso, soprattutto  se come in questo caso è già euforico, non si raccapezza. Valeva davvero la pena di turbare l’atmosfera del trionfo con questo sbracamento footbally uncorrect? Mai prendere troppo sul serio calcio. Cominciamo a pensare al programmare bene la A, visto che la continuità tecnica potrebbe cedere di fronte alle (ir)resistibili sirene sabaude.

All’Atalanta non par vero: nel posticipo non ci pensa neanche a far sconti ai cugini, pur bisognosi di punti, dell’Albinoleffe. In mezzora i nerazzurri chiudono la pratica con la doppietta dell’ottimo Bonaventura e con Ruopolo. Si scuotono in chiusura di frazione i padroni di casa con Grossi, preludio a una ripresa più vibrante, alla disperata ricerca della rimonta. Che si ferma alla marcatura di Torri, mentre la Dea gestisce. La forza di una squadra sta anche nella sua tensione, nel suo atteggiamento agonistico. Per i nerazzurri il primato vale qualcosa. Si fa dura per i ragazzi di Mondonico, ma all’ultima avranno in casa il Siena…

Il Novara, persa la spinta di Gemiti (quello che piace poco a Tesser) per il finale di stagione, va sotto contro il disperato Frosinone, grazie a una perla di Sansone, che in repertorio ha colpi non banali. Pareggia Lisuzzo sugli sviluppi di un corner, poi nella ripresa non c’è storia. Decide la quindicesima rete stagionale di Bertani che approfitta di un’amnesia della fragile retroguardia ciociara. Piemontesi in palla, capaci di difendere il terzo osto, che garantisce vantaggi nelle sfide play off, dagli assalti del Varese. Niente da fare per il Frosinone, che pure le ha provate di tutte per risalire la china.

Prova muscolare dei  lumbard di Sannino, che all’Ossola fanno secco il Modena, costretto alla difensiva per tutto il match. Ancora decisivo Ebagua, attaccante forte e completo che con una doppietta si porta a dodici centri e il cui nome, c’è da giurarlo, è già finito in qualche taccuino prestigioso. Concas chiude i conti battendo per la terza volta un Guardalben già in vacanza. Quarto posto in cassaforte per il Varese, che ha definitivamente tolto la maschera: vuole la A!. Dirittura d’arrivo senza scossoni per i canarini.

La Reggina di questi tempi non scherza. Passa allo Zecchini (foto 2) grazie alla rete in avvio del solito Bonazzoli (e sono sedici) mentre il Grosseto, squadra dal cartellino facile, finisce inutilmente in nove. I calabresi scaldano i motori per i play off e non saranno avversario facile per nessuno. Cosa bolle nella pentola di Camilli in vista della prossima stagione?

Il Toro fa il tiro al bersaglio contro il giovane portiere alabardato Viotti, che si esalta e più volte. Già in avvio Antenucci risolve la pratica più difficile sfruttando una leggerezza difensiva degli ospiti, ma solo in chiusura De Feudis chiude il conto. I granata non possono sbagliare niente negli ultimi due turni se vogliono approdare a quei play off nei quali rimasero scottati già nella passata stagione. Le residue speranze di evitare la retrocessione diretta passano per la Triestina da due vittorie due da conquistare negli ultimi 180 minuti.

Il Padova continua a tallonare il Torino ed è un osso duro. Passa a Sassuolo grazie all’emergente El Shaarawy, altro talento sotto osservazione. Vittoria pesante sul campo di un Sassuolo in crisi di nervi e di identità. Cambiato per disperazione il tecnico, ora sulla panchina dei neroverdi siede Mandelli, i padroni di casa chiudono in nove e vedono i play out. Complimenti a Dal Canto, che ha esaltato il Padova.

Gira bene ormai anche il Livorno, di cui Novellino ha decisamente trovato il bandolo (foto 3). Il tecnico sente ora sua la squadra, che lo segue e se la giocherà fino al termine. Decide nel finale Dionisi una gara tirata, terminata dal Piacenza in nove. Madonna si lamenta anche per le molte ammonizioni, fra le quali quella pesante di Cacia, in vista del finale thriller nel quale i suoi dovranno evitare i play out.

Ci crede finalmente anche l’Empoli, e non è detto che sia troppo tardi. I ragazzini terribili di Aglietti passano a Portogruaro trasformandosi una volta tanto in marpioni. Gli uomini di Agostinelli fanno la partita e collezionano occasioni salvezza, ma proprio in chiusura concedono un penalty, trasformato da Coralli, che potrebbe risultare esiziale. Portogruaro a fine corsa?

Chiudono i conti anche Vicenza e Pescara, con un pareggio che vuol dire salvezza per i veneti e definitiva resa degli abruzzesi, se mai ci avevano creduto, nella lotta per i play off. Apre in apertura il diciassettesimo sigillo di Abbruscato, ma il Pescara reagisce e ribalta il risultato grazie a Olivi e Sansovini (dieci centri). Finale nervoso, con i padroni di casa che rimediano dal dischetto con Arma e gli ospiti che chiudono senza Pinna e il tecnico Di Francesco per il contestatissimo rigore.

Di Roberto regala la vittoria che avvicina forse definitivamente il Cittadella alla salvezza, supplendo alle stanchezze del capocannoniere Piovaccari. Crotone ormai tranquillo e sempre più legato agli estri di Cutolo, grazie al quale la partita resta in bilico. 

Pazzesco il programma del penultimo turno: Siena-Varese potrebbe regalare almeno un po’ di spettacolo, il Torino rischia a Empoli tendendo l’orecchio a quanto accadrà fra Padova e Livorno, mentre la Reggina attende l’Ascoli. Frosinone-Sassuolo e Piacenza-Albinoleffe chiariranno la situazione in zona retrocessione di un campionato tirato fino ai titoli di coda.  (Paolo Soave)