Quando la mano conta

Ha ripreso in mano la sua squadra, ha agito su di essa prima sulla testa e poi sul fisico, ha ricostruito un’identità dopo i danni del “vento dell’est” e i risultati iniziano ad arrivare, in termini di gioco e di risultati. Alberto Gilardino non è un santo, ma solo un allenatore che sa fare il proprio lavoro, un professionista preparato con una dote importantissima: riesce ad ottenere il massimo da tutti attraverso il dialogo e la fiducia che riesce a trasmettere. Il suo ritorno a Siena, chiesto a gran voce da tutti i tifosi e accolto dalla squadra come una liberazione, ha ridato dignità alla società e a quel gruppo di ragazzi che per un mese hanno vagato per il campo, frastornati e impauriti, sballottati dagli avversari. Nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere come finirà questo campionato, ma al di là delle vittorie e delle sconfitte che fanno parte del gioco, il Siena dirà sempre la sua, fino all’ultima giornata e uscirà dal campo sempre a testa alta. Buon lavoro Gila!

Fonte: FOL