QUANDO CURCI ERA RISERVA DI ANTONIOLI

In confronto ad Antonioli, Gianluca Curci è un bambino. Quando l’attuale nume­ro uno del Bologna vestiva la maglia del Mi­lan, il piccolo Curci zampettava nel salotto di casa con pupazzi e palle di gomma. Qualche anno dopo però i due sono diventati colleghi e nel 2002/2003 si sono ritrovati come com­pagni di squadra. Dopo domani incroceran­no di nuovi i guantoni, stavolta però da avver­sari. Il « vecchio » Antonioli a difendere la porta del Bologna, il « giovane » Curci a pre­sidiare quella del Siena, sperando peraltro di prolungare la striscia positiva di un solo gol subito nelle cinque partite casalinghe. Ma torniamo alla stagione 2002/2003, l’ultima di Antonioli a Roma, l’esordio in Prima squa­dra per il giovanissimo Curci.
Cosa ricorda di quella stagione?
«Ci siamo conosciuti lì, ci allenava Capel­lo. È stato un anno molto importante per me».
I rapporti fra di voi come erano?

«Ottimi, mi ha aiutato parecchio, mi ha da­to tanti consigli».
Ma è stato un suo ‘maestro’ più dal punto di vista umano o dal punto di vista tecnico?

«Soprattutto dal punto di vista tecnico. Non c’era aspetto del gioco di un portiere per il quale lui non avesse un consiglio prezioso per me. Mi diceva come uscire, come blocca­re la palla, come deviarla. Tante piccole co­se che sono state utili».
Un giudizio secco su Antonioli.
«Un bravo ragazzo, un ottimo portiere»
Ha detto che lo considera un ottimo portie­re. Tra quelli che lei ha avuto come compa­gni di squadra come lo posizionerebbe?
«Non ho dubbi, tra tutti quelli con cui mi
sono allenato lui dopo Buffon è il più forte di tutti».
Cosa gli dirà domenica?

«Prima della partita non potrò dirgli nien­te, non c’è mai tempo tra il riscaldamento e l’ingresso in campo e quindi sarà difficile scambiare qualche opinione. Dopo partita lo saluterò volentieri, come faccio con tutti quanti».
Parliamo di Siena – Bologna allora. Che partita sarà, come se l’aspetta?
«Una partita difficile, senza dubbio, ma troppo importante per noi»
Perché è così importante la sfida di dopo­domani?
«Perché se vinciamo mettiamo fra noi e lo­ro otto punti che sarebbero già un discreto margine di vantaggio a questo punto del cam­pionato. Così facendo ci staccheremo dalla zona pericolosa. Tenendo conto che ci sono anche due partite come Milan – Chievo e Udi­nese – Reggina, nelle quali le nostre dirette concorrenti potrebbero perdere, una vittoria ci consentirebbe di guadagnare tanto sulle nostre avversarie». (Stefano Salvadori/Infopress)

Fonte: Corriere dello Sport-Stadio