Punto emiliano, la corsa continua – di Tommaso Refini

Tardini bagnato, stadio fortunato. Se non del tutto, almeno in parte: il Siena, infatti, torna a muovere la classifica lontano dal Franchi , dopo il tris di sconfitte maturate a Roma – sponda biancoceleste del Tevere – Bergamo e Cagliari. 

Primo tempo sui binari dell'equilibrio, con i rossi della Balzana che accarezzano l'idea del vantaggio: Reginaldo grazia la sua vecchia curva, prima di salutare la compagnia per infortunio. Nella ripresa meglio i crociati di Donadoni, che però non si spingono oltre un infinito petting, ad eccezione di una palla gol che muore sulla linea di porta; con il Parma sbilanciato, Vergassola e compagni avrebbero anche l'opportunità di fare bottino pieno, ma non sfruttano mai gli spazi che si aprono di fronte al settore ospiti, vuoi per stanchezza e conseguente lentezza, vuoi per imprecisione e mancanza di killer instinct, vuoi per l'assenza di contropiedisti di origine controllata e garantita.

Il punto emiliano lascia intatto il gap da colmare nei confronti dell'ultimo posto al sole, ma permette alla Robur di accorciare su Bologna, Genoa, Samp – terzetto in caduta libera – e Pescara, prossimo invitato al tavolo del vecchio Rastrello. Non è poco, considerando anche la frenata casalinga del Chievo e una zona calda affollata come un vecchio Omnibus all'ora di punta.

Nella città ducale i bianconeri si mostrano per quello che sono attualmente: una squadra capace di affrontare con grande dignita' una trasferta particolarmente insidiosa – per la maggiore qualità dei padroni di casa e per la loro necessità di rimediare subito allo scivolone dell'Adriatico -, ma senza quel peso offensivo, in termini di fantasia e giocate, necessario per trasformare un pareggio meritato in una domenica da tre punti. 

La prolungata assenza di Rosina e la latitanza di D'Agostino – che in teoria avrebbe dovuto accendere la luce in casa Siena – non aiutano Cosmi, che, senza giocatori che danno del tu al pallone e con visione di gioco privilegiata, e' obbligato a centrare la prestazione dal punto di vista nervoso. Non è facile mantenere sempre l'intensità e i tanti errori commessi, a dire il vero da una parte e dall'altra, dimostrano che la Robur ha le caratteristiche del passista – da tenere ben strette, perché nella lotta salvezza servono eccome -, ma non ha il guizzo dello sprinter. 

Dunque occorre essere più realisti del re, salutando con soddisfazione il secondo risultato utile consecutivo e al tempo stesso fissando l'obiettivo: rimanere attaccati al treno dei desideri fino a gennaio, cercando poi di aiutare l'allenatore e la squadra con elementi in grado di favorire il definitivo salto di qualità. Quello, appunto, che trasforma uno 0-0 prezioso in una vittoria determinante, magari grazie a un colpo di genio individuale. Perché il gruppo c'è, così come l'intelaiatura, e la concorrenza va al passo del gambero. In sostanza ci sono gli elementi per continuare la corsa e ciò non era affatto scontato, partendo con il fardello della penalizzazione e con una rosa oggettivamente discreta, ma di certo indebolita, non fosse altro per le partenze di Destro e Brienza. 

Tale apertura di credito va sfruttata, sperando che, da qui a Natale, i bianconeri rispondano quasi sempre presente dal punto di vista della prestazione, migliorando se possibile anche le trame offensive, che, rispetto alla fase di non possesso, risultano meno convincenti. E soprattutto sperando che ciò permetta di muovere spesso la classifica, per restare in scia e giocarsi nel 2013 – Maya, mercato e avversarie permettendo – la possibilità di accelerare in corsia di sorpasso.
Fonte: Sienafree