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Pubblichiamo una lettera aperta di Mario Lisi rivolta ai calciatori del Siena

Cari ragazzi che militate nel Siena in questa stagione 2025/26, credo sinceramente che i primi a dispiacersi della brutta situazione in cui versa la Robur siete proprio voi. Davvero vi sono nel cuore e voglio dirvelo. Immagino che eravate venuti a Siena felici di indossare una maglia importante, di militare in un club glorioso e di esibirvi in uno stadio da fare invidia a tanti vostri amici e colleghi. E forse eravate soprattutto attratti dal far parte di un progetto definito ambizioso che iniziasse a rinverdire i fasti di un passato bianconero nemmeno troppo lontano.

Invece, purtroppo, adesso state amaramente scoprendo che la maglia non è poi così iconica (tanto da essere spesso inopinatamente sostituita con una dal triste color giallino-limone), che per giunta la società è a dir poco evanescente e vi parla in inglese, che lo stadio casca a pezzi e che la piazza è sempre più depressa, quasi ostile. Per non parlare del cosiddetto ambizioso “progetto” sbandierato dalla proprietà che, se esiste, forse esiste solo sulla carta scritto con l’inchiostro simpatico ed ormai postdatato ad una non ben identificata “lunga scadenza”.

Immagino quindi quanto i fischi e le critiche dei tifosi giustamente esasperati dalle frequenti brucianti sconfitte vi abbiano ferito e davvero me ne dispiace sinceramente. Perché comunque sentite di avere – come si dice –  “sudato sempre la maglia” e di aver dato sul campo tutto ciò che oggettivamente eravate in grado di dare, ciascuno secondo le proprie reali caratteristiche ed effettive capacità tecnico-atletiche.

È un periodo difficile, l’ho premesso, ma nonostante tutto cercate di essere sereni quanto più vi sarà possibile, vi aiuterà a ritrovare la strada smarrita. Del resto il diavolo non è mai brutto come sembra; qui a Siena non abbiamo mai minacciato i calciatori come in altre piazze, un tempo davamo qualche ceffone ai fantini ma adesso è finito anche questo.

Alla fin fine, poi, non è certo vostra la colpa principale di quello che qualcuno ha definito “sprofondo bianconero”. Infatti non vi siete certo scelti ed acquistati da soli, né tantomeno avete voluto voi il modulo e gli schemi che il mister vi ricorda sulla sua patetica lavagnetta. Nemmeno in campo vi siete mai messi da soli. Soli, però, siete sempre rimasti alla fine delle partite finite malamente quando vostro malgrado siete stati invitati da qualcuno della società a presentarvi al cospetto del pubblico arrabbiato sugli spalti per fare scuse non richieste. Ma in quel momento dov’era il vostro condottiero? Dov’erano i dirigenti del Siena FC che finora si erano tanto preoccupati di tenervi nella bambagia per salvaguardare la vostra presunta fragilità derivante dal fatto di essere (beati voi!) troppo giovani? Intanto, così facendo, vi hanno però isolato da ogni contatto umano con gli sportivi, con la città, allontanandovi persino da una spaghettata in uno storico club di tifosi per passare assieme a loro una serata lontano dalla playstation!

Allora credo sia il caso di darvi un consiglio spassionato. Vedete ragazzi, io vengo da una generazione in cui, dopo il triplice fischio dell’arbitro, i calciatori di ogni categoria raggiungevano la doccia ignorando i fischi o rispondendo velocemente con la mano agli applausi. Era un fatto scontato che, finito di giocare, si andasse sotto la doccia ed andava bene così. E dunque anche voi, terminata la partita, d’ora in avanti  raggiungete a testa alta gli spogliatoi, sempre ma soprattutto, in caso di sconfitta, fatelo senza farvi imporre più quel rito – davvero inutile ed un po’ barbaro – di esporsi al pubblico ludibrio, ad una gogna che non avrete mai meritato perché alla fin fine avete solo giocato (magari male, magari malissimo) soltanto una partita di calcio; non avete offeso né ucciso nessuno, né rubato qualcosa ma avete semplicemente svolto come potevate il vostro lavoro al quale non vorrei che intanto sacrificaste il vostro futuro, trascurando per esempio lo studio.

Personalmente sarò contento di applaudirvi da lontano quando vincerete e non troverò mai il coraggio di contestarvi o addirittura di insultarvi per aver perso. Perché sono consapevole che, quando le cose vanno male, in frantumi non finiscono solo le speranze ed i sogni di noi tifosi. Nella sconfitta, quando delusione e rabbia infiammano gli animi sulle tribune, svapora anche un pezzo delle vostre speranze di avere un roseo futuro nel calcio, insomma rischiano di spegnersi tutti quei sogni a cui vi induce il mestiere – spesso ingannevole – che per adesso vi siete scelti.

Tutto questo per incoraggiarvi a tenere duro per cercare di tirar su, fin dalla prossima partita, le sorti del Siena in questo campionato che si sta maledettamente, davvero stramaledettamente complicando.

Voi continuate a fare senza paura il vostro dovere, i tifosi faranno il loro, altri non è dato sapere. Forza ragazzi! Forza Siena! Forza la Robur!

Mario Lisi