Protesta per una frase dello speaker in Siena-Giana Erminio

Credevamo che nei giornali o sul sito Siena club Fedelissimi – sempre molto attento alle vicende della Robur – di lunedì o martedì venisse riportata la notizia legata alla presentazione della squadra, letta dallo speacher del Rastrello all’ingresso delle squadre. Siccome non abbiamo letto niente, riteniamo che i cronisti presenti non abbiano sentito il grave passaggio in cui l’annunciatore dello stadio ha sottolineato: “… ora che ci siamo tolti di torno le mele marce…”. L’allusione all’ingegniere Pietro Mele è risultata abbastanza chiara e non ci aspettavamo una cosa del genere dalla società nuova. Ripicche così sono stantìe e al di là delle questioni, giuste o sbagliate che abbiamo vissuto tutti, quella frase è stata una caduta di stile gravissima, letta ed urlata in un contesto che niente aveva a che vedere con la partita. E altrettanto grave sarebbe se quella frase non fosse riferita a Pietro Mele perchè vorrebbe dire che la vecchia società era un covo di “mele marce” (dove comunque anche lo speaker è rimasto) e pertanto l’annunciatore era al corrente di cose “marce” che però ha preferito non denunciare mai. Come può uno speaker dire cose del genere? La società ne era al corrente? Ha avallato quelle frasi e quella caduta di stile oppure no? Non è l’ora di essere seri e guardare avanti in tranquillità?

Luca Passerai e altri vecchi tifosi