Pronto il piano economico-finanziario dell’AC Siena

La coltre di silenzio che avvolge da mesi la società di Via della Sapienza preoccupa, e non poco, il popolo bianconero che non ha dimenticato le paure primaverili quando l’iscrizione al campionato non sembrava così scontata.

I problemi economico-finanziari c’erano allora e ci sono ancora oggi, ma l’attenzione si è spostata totalmente sull’aspetto sportivo, lasciandoli scivolare tutto il resto in un cono d’ombra.

La nostra grande passione, però, ci obbliga a ritornare  sull’argomento, e lo facciamo con Luca Magnoni, dal 26 giugno u.s. cooptato all’interno del CdA della Robur e a cui è stato affidato il compito di predisporre un piano industriale su cui costruire il futuro della società.

Può fare il punto della situazione circa l’incarico che le è stato assegnato?

“Non è corretto parlare di piano industriale, è più giusto usare il termine di piano economico-finanziario. Le società di calcio sono delle vere e proprie aziende e come tali devono essere gestite. Quasi tutti i parametri che sono presi in considerazione in sede di bilancio preventivo sono di facile accesso e, ad eccezione del patrimonio giocatori troppo aleatorio e quasi mai preso in considerazione, sono ben noti e sufficientemente stabili. Il risultato che una società deve raggiungere è quello di saper gestire le risorse reali di cui può disporre”.

Qual è la situazione economica del Siena?

“Non peggiore di altre realtà del calcio. C’è una situazione debitoria su cui non mi voglio pronunciare, ma c’è anche la possibilità per uscirne fuori. Sarebbe molto importante che gli azionisti dell’AC Siena Spa, la Banca MPS e i creditori si mettessero intorno ad un tavolo alla ricerca di quella quadra che risolverebbe buona parte dei problemi.”

Che segnali arrivano da Rocca Salimbeni?

“I vertici della Banca MPS sono disponibili nei confronti della Robur, hanno manifestato più di una volta interesse a concorrere alla soluzione dei problemi che la penalizzano, il tutto senza dimenticare il difficile momento che sta attraversando. Ma la volontà c’è. Speriamo di trovare le stesse risposte da parte degli azionisti dell’AC Siena e dai creditori.”

Tutto questo rientra nel piano economico-finanziario che sta preparando?

“Questo e altro. Il piano è già pronto e a breve sarà sottoposto all’accettazione da parte del CdA. Se riceverà l’approvazione necessaria, sarà presentato alla Banca MPS. Il tutto in tempi molto brevi.”

Si sente dire, ma ci corregga se sbagliamo, che il piano da lei prestabilito preveda più fasi, è così?

“Diciamo che una prima parte è già stata avviata prima del mio ingresso nel CdA. Il lavoro del DS Antonelli è stato prezioso, la cessione di Destro è stata ben gestita e i nuovi contratti rientrano nei parametri più consoni a una società come il Siena e questo ci consentirà di gestire al meglio le nostre risorse.  Purtroppo ci sono ancora eredità del passato da smaltire, ma diciamo che la strada è stata intrapresa. La stessa attenzione e la ricerca dell’equilibrio tra entrate e uscite dovranno rappresentare le basi inderogabili da cui partire per il futuro. La programmazione, non solo è possibile ma necessaria, direi inevitabile. Il piano che presenterò al CdA si sviluppa in circa tre anni anche perché di più sarebbe difficile.”

Quali altri parametri ha preso in considerazione?

“Per una questione di correttezza preferisco non entrare nei particolari, almeno fino a quando su di esso non si sarà pronunciato il CdA.”

Immagino che nelle entrate avrà preso in considerazione anche la voce sponsor il cui contratto, come lei ben sa, scadrà il 30 giugno p.v.?

“Certo, questo sarà uno dei prossimi argomenti da affrontare. Lo sponsor, così come i diritti televisivi e altri parametri, costituisce la parte più importante tra le entrate su cui la società potrà contare.”

Il tutto se riusciamo a mantenere la categoria, altrimenti qualche numero cambierà inesorabilmente…

“ L’obiettivo della società è di mantenere la categoria, riducendo i costi di gestione che negli anni sono dilatati a dismisura. Non sarà facile, ma questo è quello che vogliamo e per cui stiamo lavorando. Comunque, un buon amministratore deve prendere in considerazione tutte le possibilità, anche le peggiori, ed è ciò che io ho fatto.”

In conclusione Dott. Magnoni, come vede il futuro della Robur?

“Io sono moderatamente ottimista perché ci sono tutti i presupposti per lavorare proficuamente. Servirà comprensione, disponibilità e impegno da parte di tutti  Il Siena può guadare verso il futuro con fiducia. Il nostro impegno è e sarà massimo e alla fine, se tutti i parametri verranno rispettati, in concomitanza di una programmazione vera,  si potranno raccogliere i frutti sperati.” (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online