Programmare il futuro

 

Chiuso il mercato è ormai tempo di iniziare a pensare al futuro e questo indipendentemente dalla serie dove la Robur militerà nella prossima stagione.

Riconoscendo le obiettive difficoltà in cui si è dovuta muovere la società non ce la siamo sentiti di giudicare (né negativamente né positivamente) i movimenti del calcio mercato, ma ora, dalla stessa, ci aspettiamo i primi passi concreti verso la costruzione di un progetto societario e tecnico.

Un segnale di presenza che, a questo punto della stagione e nella situazione in cui siamo, diventa indispensabile.

 

Le scelte a cui sarà chiamata la società sono tante e molte di queste sono strettamente legate l’una all’altra.

Il primo nodo da sciogliere è quello del Direttore Sportivo, un ruolo delicato da cui dipendono la scelta dell’allenatore, dei collaboratori, dei giocatori e di tutta la struttura tecnica.

Da mesi si fa il nome di Giorgio Perinetti, un dirigente graditissimo alla piazza e allo sponsor, ma soprattutto, un dirigente esperto che ha dimostrato ovunque ha avuto la possibilità di lavorare la sua grande competenza. Perinetti, inoltre, risolverebbe molti altri problemi, su tutti, quello della comunicazione con l’esterno.

Ma c’è un ostacolo da superare: il Ds è legato al Bari ed un suo eventuale ritorno passa dalla volontà di liberarlo, o meno, del presidente dei galletti, Vincenzo Matarrese.

Aspettare ancora qualche giorno è lecito, ma rischiare una replica di quanto è accaduto con Portanova (…aspetta, aspetta…e non è mai arrivato), non è auspicabile e, in tutta onestà, nemmeno accettabile.  

A nostro personale parere il nodo Perinetti deve essere sciolto entro la fine di febbraio altrimenti sarebbe opportuno rivolgere le proprie attenzioni verso altri nomi.  Chiudere con il DS non vuol dire averlo qui dal primo marzo, ma trovare un accordo definitivo entro quella data e attendere il suo arrivo nei tempi consentiti.

 

Perinetti, o chi sarà al suo posto, dovrà immediatamente individuare, sempre secondo noi, il futuro allenatore e con lui iniziare a valutare l’organico a disposizione e gettare le basi per un programma tecnico in base alla categoria dove militerà in Siena.

Se sarà ancora serie A (dubitiamo anche se non ci arrendiamo) le scelte potranno essere indirizzate verso una certa direzione, se viceversa il nostro futuro sarà la serie cadetta, verso un’altra.

 

In un caso o nell’altro, ma soprattutto in quello meno auspicabile, sarebbe opportuno che, il nuovo DS d’accordo con l’allenatore che guiderà la squadra, inizi immediatamente a sondare la disponibilità di alcuni giocatori – e sappiamo tutti a chi ci riferiamo –  a sposare il nuovo progetto Siena.

Giocatori che hanno dimostrato di amare e onorare la maglia e di avere contruito nel tempo un legame importante con tutta la città.

 

Questo per quanto riguarda la parte tecnica, discorso simile, circa l’organizzazione societaria.

Ad oggi, anche se di fatto esonerati, i collaboratori di Stronati sono ancora legati al Siena. Risolvere definitivamente e rapidamente queste situazione è ormai una priorità assoluta e irrimandabile.

 

A seguire sarebbe opportuna un’attenta valutazione sul ruolo di direttore generale. Qualche giorno fa era dato per certo l’arrivo di Michele Uva, ma da notizie in nostro possesso, sembrerebbe che questa ipotesi sia tramontata per l’indisponibilità della FIGC a liberare il dirigente.

Anche in questo caso si sta presentando una situazione simile a quella del DS e forse sarebbe opportuno individuare un’alternativa.

Tutto il resto, altrettanto importante, può essere sistemato in tempi più lunghi , diciamo entro la fine del campionato.

Da oggi al mese di maggio, quello che chiediamo al presidente ( al di là di una salvezza che, però, non dipende da lui), è di costruire una squadra societaria e tecnica, valida ed efficiente. Sarebbe un importante iniezione di fiducia in un’annata in cui c’è ben poco da salvare, quel segnale importante che tutta la tifoseria si aspetta dalla nuova proprietà. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online