Il progetto del nuovo stadio non è piaciuto per niente all’opposizione. “Parole in libertà, cemento in arrivo e zero visione”, sottolinea l’Unione Comunale del Partito Democratico, in un post sulla pagina Facebook dal titolo “Fermate quell’eco-mostro sotto alla Basilica di San Domenico”.
“Qualcuno ci spieghi come fa un nuovo parcheggio da 500 posti ad “alleggerire il traffico” a San Prospero – si legge – È l’ABC dell’urbanistica: più parcheggi in centro significano più auto attirate in centro. La zona verrà semplicemente intasata dal traffico, altro che alleggerimento.
Dobbiamo dare atto però all’amministrazione comunale che per il prossimo concertone di Giusy Ferreri la folla potrà agevolmente parcheggiare dietro al palco”.
Il Pd senese critica anche il costo dell’operazione. “20 milioni servono almeno per cominciare. L’assessore Capitani dice che il Comune “assume la guida del progetto senza aspettare iniziative esterne”. Quindi ce li avranno già quasi tutti. Macché, tre secondi dopo precisa “prevediamo interlocuzioni più solide con soggetti interessati ad investire”. Poi arrivano i soliti “bandi europei, statali e regionali” per i quali servono giustamente capacità di fare progettazione e competenze, non chiacchiere. Quindi niente nemmeno qui. Anche l’assessore Lorè vive di speranze: auspica che la proprietà del Siena Calcio paghi almeno un paio di colonne di cemento armato. In Svezia si sa, adorano queste colate. Insomma: facciamo da soli, ma speriamo nei soldi degli altri. Si mette il bercio. Ma la sostenibilità non ce la mettiamo? Ah già!! Il Parco delle Mura. La colata di cemento “si inserisce perfettamente nel progetto Parco delle Mura”, dice l’assessore Bianchini. Immaginiamo che l’Alleanza Territoriale Siena Carbon Neutrality (felicissimi di questa iniziativa), di cui il Comune di Siena è fondatore, sarà stata consultata per calcolare di quanto migliorerà il bilancio dei gas serra con un bel parcheggione da 500 posti in centro. Attendiamo i risultati”.
“Oltre a migliorare la vivibilità di San Prospero – prosegue il Pd di Siena – l’eco-mostro darà un tocco di bellezza anche alla Basilica di San Domenico, proprio sopra. Santa Caterina è lì, statuaria, pronta a rifarsi gli occhi. Serve una pianificazione seria, partecipata e basata su una visione di lungo periodo non annunci confusi che promettono fumo, cemento e traffico. Serve una pianificazione urbana che riqualifichi i quartieri limitrofi al centro storico in ottica di riduzione di impatto ambientale, mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, inclusione sociale, diversità di genere e vivibilità. Per decongestionare il centro dal traffico e migliorare la vita di chi ci vive, è necessario un sistema integrato di mobilità dolce e servizi pubblici efficienti”.
Sul tema è intervenuto anche l’ex sindaco Bruno Valentini. “Ho letto del progetto del nuovo stadio di Siena, con relativo parcheggio multipiano. Un progetto che costerebbe circa 20 milioni di euro (ce ne vorranno molti di più), con un primo stralcio da 2 milioni per mettere in sicurezza l’attuale impianto, che dovrebbe essere finanziato dalla Regione. Ho letto anche dichiarazioni strampalate dell’on. Michelotti che fa polemica per i ritardi delle passate Amministrazioni Comunali, ma dimentica di citare sè stesso. Andiamo per ordine. Nel mandato 2013-2018, il bilancio comunale andava salvato dal commissariamento e quindi non c’era spazio per investimenti straordinari, che però sono diventati possibili dopo il risanamento finanziario terminato nel 2016. In quel periodo la gestione Mezzaroma della Robur elaborò un progetto privato per rifare l’intera area, con il corredo di altri business. Il piano fu esaminato con serietà ma era il proponente che non era serio. Ci provò anche Ponte, insieme ad un imprenditore tedesco molto valido ma il dissesto sportivo fece naufragare ogni velleità. Successivamente, con De Mossi fu il tempo dei mega-progetti (ricordo la presentazione al Santa Maria della Scala del modello-Udine ed anche il sogno “armeno” di uno stadio da 20mila posti) di iniziativa privata, che hanno fatto solo perdere tempo. E l’assessore all’urbanistica era proprio il ciarliero on. Michelotti. Paradossalmente il Comune (De Mossi-Fabio) decide di assumersi l’onere di mettere in sicurezza il Palasport Mens Sana (che rimane di proprietà privata) invece di intervenire sullo stadio comunale. Anche di fronte alle mie ripetute interrogazioni (“se non intervengono i privati, come e quando metterete in sicurezza il Rastrello?), l’Amministrazione Comunale risponde che dovrà provvedere chi gestisce la società di calcio. Finalmente hanno compreso (meglio tardi che mai!) che il Comune deve occuparsi direttamente dello Stadio e soprattutto della parte fatiscente e grazie all’aiuto della Regione Toscana (Michelotti ringrazia Giani!) i soldi si trovano. Opportunamente viene definito un progetto di massima (al momento è poco più che uno schizzo) di un rifacimento globale, che sostanzialmente verrebbe finanziato dall’introito di un nuovo parcheggio multipiano. Ma sorge un interrogativo. Esiste una domanda di parcheggi superiore all’attuale capienza dei parcheggi esistenti? Quando posi questa domanda a chi dirigeva allora Siena Parcheggi mi dissero di no, tranne giorni particolari, come la mattina del mercato settimanale od i giorni del Palio. Ciò significherebbe che le attuali entrate da parcheggio di Sigerico (la vecchia Siena Parcheggi) non aumenterebbero ma verrebbero trasferite per anni alla costruzione di un multipiano. Quindi sarebbero risorse sottratte al bilancio comunale. Tanto vale che sia il Comune a cercare risorse pubbliche esterne e/o assumere un mutuo o verificare col metodo del project financing se ci sono soggetti privati interessati. I quali ultimi dovrebbero disporre di aree di business ulteriori (commercio, turismo, ecc.) che vanno integrate con la rete commerciale esistente, già in estrema difficoltà. Per quanto riguarda l’eventuale sollievo della zona di San Prospero, oberata dalla domanda di parcheggio, ciò sarebbe possibile solo se si aumentassero i posti auto liberi e gratuiti e non tanto quelli a pagamento. Ad ogni modo, personalmente non sono contrario a verificare se c’è l’opportunità di approfittare del restyling dello stadio per migliorare l’attrattività e la vivibilità dell’intera area, dalla Lizza alla Fortezza. Ma occorrono valutazioni ed analisi molto più approfondite di un disegnino”.
Fonte: Fol
