Progetto stadio: il comunicato stampa dell’evento

Sienainsieme srl, in qualità di soggetto proponente, e Ac Siena spa, soggetto utilizzatore, hanno trasmesso il 20 febbraio al Protocollo del Comune di Siena lo Studio di fattibilità per la ristrutturazione e gestione dello stadio “Artemio Franchi”, la riqualificazione funzionale e ambientale dell’area del Rastrello, secondo quanto previsto dalla Legge di stabilità 2014 in fatto di ammodernamento e costruzione degli impianti sportivi. Il Comune di Siena dovrà ora valutare la rispondenza dello studio ai requisiti e ai fini della dichiarazione di pubblico interesse, necessaria per poter dare avvio all’iter progettuale.

Lo Studio di fattibilità è un documento interdisciplinare le cui componenti (storiche, urbanistiche, architettoniche, geologiche, strutturali, ambientali, socio economiche, gestionali ed economiche finanziarie) contribuiscono alla valutazione preventiva della sostenibilità ambientale, della compatibilità paesaggistica dell’intervento, dei requisiti dell’opera da progettare. Lo Studio è stato redatto dall’architetto Christian Benjamin Pallanch, responsabile tecnico delle infrastrutture dell’Ac Siena, e l’architetto Gianni Neri, hanno dato il loro contributo su temi specifici i geologi Federico Castellani e Antonio M. Baldi, l’ingegnere Sergio Biagini e l’architetto Fabrizio Milesi.       
Con questo atto Sienainsieme e Ac Siena dimostrano nei fatti la concreta volontà imprenditoriale di puntare sullo sviluppo del territorio realizzando uno spazio per la città, nel momento di maggiore criticità della sua storia recente.

LA CONCA DEL RASTRELLO         
Lo studio interessa la conca del Rastrello, nome assegnato dai senesi all’area dopo che il riporto di terreno su cui corre viale dei Mille tagliò la lunga valle che sale dall’esterno di porta Fontebranda, lambendo il colle di San Prospero e quello su cui si erge la basilica di San Domenico. Nel 1938 vi fu inaugurato lo stadio di calcio intitolato a Rino Daus che divenne la casa della Robur, in precedenza impegnata in piazza d’Armi e al “Campino” di San Prospero.                                                                                                     
La scelta primaria di proporre il mantenimento dello stadio all’interno dell’area urbana del Rastrello è espressione della volontà di confermare l’attaccamento della città a uno dei simboli moderni di aggregazione sociale e attaccamento a valori condivisi.                                                                                          
Lo studio è stato condotto con particolare attenzione all’importante patrimonio di riflessioni, idee ed espressioni progettuali che hanno interessato nel tempo quest'area; probabilmente, la più considerata del tessuto urbano cittadino negli ultimi decenni.     
Hanno costituito riferimento in particolare l’analisi che fece il gruppo di Giancarlo De Carlo (1977) ai fini dell’individuazione dell’àmbito di studio, nonché gli apporti critici e propositivi prodotti nel tempo da Augusto Mazzini, Fabrizio Mezzedimi e Carlo Nepi; è stata rivista la relazione di Ludovico Quaroni e Cesare Brandi (1983) e quelle che accompagnarono il Concorso internazionale di piazza Matteotti
(1990), fino alla progettazione più recente di Gonçalo Byrne nel 2003 (in quest’ultimo caso tuttavia si prevedeva lo spostamento dello stadio).

L’EQUILIBRIO CON L’AREA CIRCOSTANTE           
L’àmbito individuato dallo Studio di fattibilità per costruire le proposte, valutarne i benefici e misurarne le criticità è costituito dalla conca del Rastrello, dalla Fortezza, da La Lizza, da piazza Matteotti e piazza Gramsci.                  
In origine le relazioni tra queste aree erano fondate sullo stato di equilibrio tra la densa edificazione del tessuto urbano e il distendersi di quello naturale, dove l’area de La Lizza offriva una progressione visiva di eccezionale valore estetico dalla città verso la quinta della Fortezza, rafforzata dallo spazio intermedio costituito dalla depressione del Rastrello. L’apertura di via Pianigiani agli inizi del ‘900 e l’edificazione del palazzo delle Poste introdussero un primo sbilanciamento, alterando questo equilibrio. Più tardi il frazionamento degli spazi e delle visuali fece un passo avanti, con la definitiva chiusura verso la conca del Rastrello, quando vennero edificati l’Hotel Excelsior, i fabbricati dell’Inail e della Camera di commercio. Oggi sarebbe impossibile ricostruire l’equilibrio che vi era in origine. Il problema è semmai ricostruirne uno nuovo con mezzi e soluzioni originali, intervenendo, ad esempio, sull’attrazione esercitata dalla riqualificazione funzionale e dalla possibile collocazione di nuove attività ai margini oltre che nell’area del Rastrello, anello di congiunzione naturale tra il centro storico e il territorio esterno.

GLI INTERVENTI              
Questo obiettivo viene raggiunto integrando funzioni diverse di qualità prettamente urbana, attualmente non presenti o carenti nel tessuto storico  (attività legate al tempo libero, spazi per la socializzazione, per lo sport, per i giovani e i bambini, per i servizi alla persona, esercizi commerciali,  ecc.), e funzioni speciali come il Centro convegni da 900 posti.                
Lo Studio prevede interventi per la modernizzazione e fruibilità dello stadio, sostituendo l’impianto attuale con un modello multifunzionale, contenitore non più solo di manifestazioni sportive ma anche di altre attività come rappresentazioni culturali e artistiche, concerti, eventi straordinari.      
L’intero intervento resterà al di sotto della quota massima della conca del Rastrello, permettendo così un adeguato inserimento paesaggistico.      
Trasformare l’intera area del Rastrello in un luogo sicuro per le famiglie e non marginale al resto del tessuto urbano passa dal potenziamento della pedonalità nell’area, della sua accessibilità e facilità di attraversamento. In tal senso fra le proposte vi è la riattivazione delle gallerie di piazza Matteotti e l’adeguamento del sottopassaggio de La Lizza. L’attuazione del progetto può innescare un circolo virtuoso che permetta di considerare in futuro il recupero e valorizzazione della Fortezza, restituendo al centro storico, ai senesi e agli ospiti l’utilizzo reale e permanente di un’ampia e strutturata area pubblica. Lo Studio di fattibilità rispetta gli obiettivi funzionali e qualificanti indicati dal Regolamento urbanistico, da perseguire tuttavia escludendo la dismissione dello stadio comunale storico.

Fonte: Fedelissimo Online