Processo Cremona: Per Conte la sentenza slitta a metà maggio

E’ durata 5 ore la «partita» di Roberto di Martino, il pm di Cremona titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse. Un match sotto forma di relazione durante la maxi udienza preliminare per ricostruire le fasi delle indagini e dare un peso alle accuse più importanti. Nonostante la maxi durata, siamo ancora al primo tempo: stamani ci sarà il bis e non è sicuro che la questione si esaurisca in giornata. Proprio questo particolare potrebbe essere non secondario per Antonio Conte: il c.t. della Nazionale (fino all’Europeo), accusato di frode sportiva per AlbinoLeffe-Siena del maggio 2011, ha come noto chiesto il rito abbreviato per saltare le lungaggini di un eventuale processo. La discussione del suo caso dovrebbe avvenire il prossimo 4 e 5 aprile con sentenza prevista tra il 20 e il 21 dello stesso mese. Ma tutto potrebbe slittare proprio in virtù del tempo che occuperà il pm per concludere la sua relazione. In soldoni: se saranno necessari i «tempi supplementari» allora sarà inevitabile un rinvio di qualche giorno per la discussione di AlbinoLeffe-Siena. In ogni caso non ci saranno stravolgimenti e la sentenza (accusa o assoluzione) arriverà entro la prima quindicina di maggio. Come auspicato dai legali di Conte in modo da evitare al loro assistito di affrontare l’Europeo in una condizione processuale incerta.

MAURI, SIGNORI E DONI Ieri non si è parlato di Conte, comunque. Mentre il pm ha affondato i colpi in particolare su Mauri, Signori e Doni. Per ognuno di questi giocatori (o ex) ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a contestare l’associazione a delinquere. Il pm ha ricostruito la storia di Genoa-Lazio e Lecce-Lazio, spiegando come per l’accusa sia pacifico che quelle due gare siano state truccate per avvantaggiare le scommesse. E che Mauri e Zamperini avevano un ruolo primario. Stessa cosa di Martino ha fatto per Signori e Doni: il primo con un contatti all’estero (Singapore), il secondo con il gruppo di amici della riviera. Ma le 5 ore si spiegano con le tante partite e il numero elevato di coinvolti. Ecco perché il pm ha depositato ottanta memorie, quanti sono gli imputati che non hanno chiesto il patteggiamento o il rito abbreviato. Nel corso della relazione, il procuratore ha anche richiamato la sentenza della Cassazione su Moggi e calciopoli per portare acqua al mulino della competenza territoriale di Cremona. In sostanza è stato ribadito il fatto che molti degli accordi sono avvenuti per telefono e quindi in un luogo imprecisato.

Fonte: La Gazzetta dello Sport