Primo, mettere in sicurezza i conti. La serie B ricorre ad esperti esterni per risanare i bilanci delle società

Tifosi da accontentare, altrimenti non rinnovano l'abbonamento e disertano curva e tribuna, stipendi da pagare, e non sono quelli di un impiegato part time, sponsor da trovare, e se non sei la Juventus, il Milan o l'Inter e non garantisci quel tipo di visibilità, con l'aria che tira non è facilissimo far mettere mano al portafogli a qualche imprenditore. E poi far quadrare i bilanci, tra attivo e passivo, giostrando plusvalenze, acquisti e cessioni: il calcio non è solo arte pedatoria, è anche quotidiana economia che non sempre si riesce a gestire nel migliore dei modi. Cosa non semplice se arrivi dalla provincia, anche se di provincia ricca e operosa si tratta, e se rischi di non poterti iscrivere al campionato.

La storia del calcio italiano è fatta di società fallite e rinate, conti in rosso su cui è stata passata (e poi scoperta) una pennellata di banconote violacee e gestioni allegre di bilanci da terzo mondo. Così, già da qualche anno, la Lega di serie B ha stretto le maglie dei controlli e le società, almeno alcune, hanno deciso di affidarsi a chi di mestiere fa questo: risana bilanci con piani industriali secondo una logica aziendale, e per niente sportiva. Cesena e Siena hanno scelto questa strada e si sono affidati a una società di consulenza, Orienta Partners che, dopo ha sviluppato progetti dedicati ad entrambe le realtà garantendo loro l'iscrizione al campionato di serie B.

 

«Il lavoro che abbiamo fatto per Cesena e Siena è stato diverso, ma il risultato è stato lo stesso», spiegano i soci di Orienta Partners. «Con la società romagnola abbiamo innanzitutto lavorato alla messa in sicurezza dei conti e sistemato la posizione con le banche, chiuso le posizioni ancora aperte con fornitori e fisco, quindi abbiamo favorito l'ingresso della nuova compagine azionaria (una cordata di imprenditori locali guidata da Giorgio Lugaresi che ha ripreso in mano il Cesena dopo averlo ceduto per alcune stagioni a Igor Campedelli, ndr). Sia per Cesena che per Siena abbiamo sviluppato dei piani di ristrutturazione sul medio periodo basati sull'analisi dei flussi di cassa considerando entrate (80% diritti tv, 10% sponsorizzazioni, 10% biglietti e abbonamenti) e uscite e lavorato come si lavora per qualunque società che deve rimettersi in sesto e quindi diminuire i costi e incrementare i guadagni». Nel mondo del calcio, secondo la ricetta di Orienta Partners, questo si fa usando la risorsa principale, i giocatori: «Investire su giovani talenti emergenti che, una volta maturi, possono essere ceduti ottenendo importanti ricavi e contenendo al massimo le spese». E se a Cesena il lavoro dei consulenti è terminato con l'iscrizione al campionato di B, a Siena lo stesso risultato è invece «il primo passo di un lavoro che porterà a una riorganizzazione completa della società sia sotto l'aspetto gestionale che sportivo».

Spesso i soci di Orienta hanno incontrato e lavorato al fianco di Andrea Abodi, presidente di Lega B: «La nostra politica è già da tempo mirata a favorire la messa in sicurezza dei conti delle nostre squadre – spiega Abodi – sulle quali stiamo lavorando per favorire un cambiamento che faccia nascere una vera cultura d'impresa. La nostra richiesta di ingresso in Confindustria va letta proprio in questo senso. È ovvio che ogni società deciderà in autonomia se affidare a esterni, come Orienta, i propri conti o se avvalersi delle competenze interne. Certo è che noi premiamo, anche economicamente, chi investe in giovani, infrastrutture e integrità».
 

Fonte: Il Sole 24 ore