PRIMI VAGITI DI ROBUR. 9-1 AL DIMARO FOLGARIDA

SIENA PRIMO TEMPO: Curci, Rossettini, Portanova, Brandao, Garofalo, Jarolim, Genevier, Jajalo, Reginaldo, Paolucci, Maccarone.
SIENA SECONDO TEMPO: Pegolo, Capogrosso, Ficagna, Blanchard, Rossi, Filipe, Codrea, Del Grosso, Giannetti, Calaiò, Ghezzal.
Allenatore: Marco Giampaolo
POL. DIMARO FOLGARIDA: Serra, Baggia, Panizza, Mengon, Berti, Ghirardini A., Sicher S., Dusini, Mochen, Mariotti Fantelli. A disposizione: Pavan, Maftei, Falvo, Sicher, Ramponi, Marcos, Gionta, Vender, Manaigo, Menghini. Allenatore: Franco Stanchina
Arbitro: Di Biasi.
Assistenti: Mallojer, Zanot
Marcatori: 8’pt Paolucci, 20′ pt Paolucci, 41′ pt Mariotti (DF), 45’pt Reginaldo, 5′ st Brandao, 6′ st Calaiò, 16’st Ghezzal, 18′ st Codrea, 26’st Blanchard, 34′ st Calaiò.

La cronaca: Il verde delle montagne trentine fa da sfondo ai primi vagiti del Siena 2009/2010. La piccola di casa Robur, che vede la luce a Dimàro contro la Polisportiva locale, assomiglia alla sorella che ha vinto lo scudetto numero sei: gioco palla a terra, cercando sempre la coralità prima dell’assolo. E’ presto per dire se diventerà più bella, ma i lineamenti si fanno apprezzare.
Si riparte dalle certezze del campionato scorso: difesa a quattro e centrocampo a tre, con il pensatore affiancato dalle mezzali. Tradotto sulla distinta: Curci; Rossettini, Portanova, Brandao, Garofalo; Jarolim, Genevier, Jajalo.
Laddove si offende c’è il cartello dei lavori in corso, con scritto tridente a caratteri cubitali. Per adesso è una suggestione, ma ambisce ad essere qualcosa in più. Pronti via con Reginaldo, Paolucci e Maccarone: per essere la prima uscita, Giampaolo non gira attorno alla questione. Senza illudersi – nel nostro calcio tre punte sono un lusso che poche squadre possono permettersi – è un segnale chiaro: assomigliare al Siena 2008/2009 nell’ermetismo, ma vincere il confronto nella fase offensiva.
Gli occhi di tutti – anche quelli di Bergomi, presenza ormai consueta della tribuna di Dimàro – sono per i nuovi, da Garofalo al metronomo Genevier, dal capitano dell’under 21 croata Jajalo a Reginaldo, per finire con Paolucci, bomber designato della nuova Robur.
L’ex Grosseto risponde presente, battendo la fascia e dimostrando un piede molto educato; come lui fa Genevier, che non ha vergogna di prendere le chiavi del centrocampo. Paolucci fa ancora meglio, firmando la doppietta che apre il vernissage. Uno-due fra l’ottavo e il ventesimo, con il secondo goal servito su un piatto d’argento da Reginaldo. Si muove bene anche Maccarone, che anima la sinistra duettando con Jajalo e chiamando a rimorchio Garofalo.  Al minuto quarantuno la Polisportiva Dimàro Folgarìda accorcia le distanze al primo vis à vis con il numero 1 bianconero, sfruttando un contropiede regalato dall’undici di Giampaolo. In pochi minuti il Siena risponde all’offesa con altre due marcature: al 45° segna finalmente il numero 7 verdeoro; sul gong di chiusura della frazione Brandao cerca gloria e la trova di testa. Si chiude il primo round, con 4 goal bianconeri ed altrettante occasioni da rete.
La pausa consegna al pubblico una Robur trasformata dalla testa ai piedi: Pegolo in porta; Capogrosso, Ficagna, Blanchard e Rossi in difesa; Codrea playmaker con Filipe e Del Grosso accanto; Calaiò punta centrale, con Giannetti e Ghezzal larghi a destra e sinistra.
La frazione produce una cinquina di goal: apre le danze Calaiò (6°), che replica al 34°. Sul tabellino finiscono anche Ghezzal (16°), Codrea (18°) e Blanchard (24°), per il 9 a 1 finale che bagna l’esordio bianconero.
Nel paniere anche un paio di reti annullate (Del Grosso e Giannetti), un rigore negato a Rossi e due legni (Calaiò e Blanchard). Nota di merito a Capogrosso e al puntero del Valdimontone: si cercano e spesso si trovano, ma soprattutto è un piacere vedere in prima squadra due ragazzi che arrivano dalla Primavera.
Sono calci d’estate e contano poco, anche per l’inconsistenza dell’avversario, ma la prima trentina lascia in dote sensazioni positive. Trasformare un sogno di mezza estate nell’ennesima realtà primaverile: ancora una volta si può fare. Vai Robur, la corsa è partita. (Tommaso Refìni)
Fonte: Fedelissimo online