Prima squadra competitiva e un vivaio di livello: l’obiettivo del Siena femminile dietro l’accordo col San Miniato

Riportare in auge il calcio femminile senese, che aveva conquistato di recente la Serie C, la Coppa Toscana e la Coppa Italia di categoria, ma che è dovuta ripartire da capo, per una serie di motivi, in primis il fallimento della Robur Siena: è l’obiettivo del rinnovato accordo tra Acn Siena e San Miniato, presentato oggi pomeriggio al centro sportivo dell’omonimo quartiere cittadino. “L’impegno nel femminile non è dovuto alle quote rosa, ci sono le opportunità per far bene”, dice il presidente del San Miniato, Claudio Gasperini, che spiega come l’accordo sia annuale, ma “per quanto mi riguarda spero sia più lunga possibile”. Molto dipenderà dalla categoria del Siena maschile. “In caso di professionismo la collaborazione dovrà mutare, a quel punto l’Acn Siena dovrebbe fare una propria matricola”, sottolinea Gasperini, che anticipa anche una possibile estensione della collaborazione anche con il settore giovanile maschile.

Tornando al femminile, a entrare nei dettagli è stato Marcello Pastorelli, direttore generale del settore femminile. “Il progetto è ambizioso – commenta Pastorelli – puntiamo a ricostituire un movimento che ha avuto un momento di stop importante l’anno scorso ma che deve riprendere, perché il calcio femminile è uno sport a tutti gli effetti, di grande valenza tecnica. L’idea è di costruire una prima squadra competitiva per tornare a livelli pre-Covid e rifondare il settore giovanile, perché senza il vivaio nessuno sport può andare avanti. Riprenderemo le attività in estate con dei campus per invogliare le bambine e le ragazze della città a praticare questo sport”.

“È la nostra prima visita a San Miniato ed è stata una sorpresa, non ci aspettavamo di vedere una struttura così grande e bella – interviene Vagan Oganyan, in rappresentanza della società insieme al presidente Armen Gazaryan. “Aspettiamo che finisca il Covid per partire, speriamo di poter cucire rapporti tra il femminile e mister Gilardino”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol