Preziosi: Spero che finiscano in galera

 

«Questi cinquanta, cento facinorosi devono capire che ogni volta che infrangono la legge avranno una punizione. Se ci squalificano il campo giocheremo fuori in maniera più serena»

Il presidente Preziosi, duramente contestato a Marassi, ha chiaramente espresso il suo pensiero:

«Spero che questi cinquanta, cento che hanno fatto quello che tutto il mondo ha visto e che affermano la loro esistenza solo attraverso le difficoltà di una società, questi delinquenti devono capire che ogni volta che infrangono la legge avranno una punizione. Se ci squalificano il campo giocheremo fuori in maniera più serena».

Questo uno dei passaggi più forti delle dichiarazioni del presidente del Genoa, ma la polemica con il questore di Genova è stata innescata da diversi passaggi in cui Preziosi più volte ha sottolineato la mancanza di intervento da parte delle forze dell’ordine. Un commento che non è passato inosservato a Massimo Mazza, questore di Genova, che ha voluto invece sottolineare un altro aspetto:

 «I giocatori del Genoa si sono tolti la maglia, come preteso dagli ultras, con il consenso del presidente, Enrico Preziosi. I responsabili delle forze dell’ordine presenti in campo erano fortemente contrari e hanno fortemente sconsigliato il presidente di agire in tal senso».

«A quanto finora abbiamo potuto appurare – ha spiegato il questore Mazza – i fatti si sono svolti con l’irruzione dalla curva al settore dei distinti. Uno steward ha dovuto essere portato in ospedale per essere medicato». Dunque, se sarà accertato che sono stati i «tifosi» a ferirlo, scatterà certamente la denuncia per violenza. Anche se non sarà facile identificare i diretti responsabili. La Digos sta anche cercando di accertare se vi siano le condizioni per far scattare il reato di atti intimidatori, atti vandalici, violenza. «Sapevamo che questa poteva essere una partita a rischio, ci era stata segnalata come tale dall’ Osservatorio, dunque ci siamo preparati di conseguenza – ha detto Mazza – Non sappiamo ancora come si siano svolti esattamente i fatti. Ma una cosa è certa: la situazione per quanto riguarda la sicurezza e l’incolumità delle persone è stata gestita con tempestività ed equilibrio, e da questo punto di vista siamo molto soddisfatti».

In ultimo, una nuova dichiarazione di Preziosi che, secondo il questore, sgombra il campo da ogni polemica: «Il presidente del Genoa rende noto di non aver fornito alcuna indicazione ai propri giocatori di togliersi le maglie di gioco». Nella nota della società è anche scritto che: «Il patron rossoblù evidenzia la pronta risposta data in campo dalle forze dell’ordine, che hanno assicurato provvedimenti di massimo rigore in tempi celeri».

Le dichiarazioni del presidente rossoblù

Sulla contestazione

«La contestazione è partita da alcuni tifosi. La disapprovazione c’è ma i comportamenti che sfociano in violenza nulla hanno a che fare con lo sport. Si tratta di cinquanta, cento persone che hanno imposto a 20mila altri tifosi,che pure disapprovano ma che erano tranquilli a vedere la partita, il prosieguo dell’incontro. C’erano anche bambini ed era a rischio la loro incolumità. La domanda che mi faccio è perché pochi facinorosi possano avere il sopravvento. Questo fa allontanare dal calcio le persone per bene. Tutto il mondo dello sport non può assistere a queste scene. Fin quando non impariamo ad accettare le sconfitte saremo sempre a rischio».

Sui provvedimenti

«Sono molto scettico sotto l’aspetto dei provvedimenti. Ho l’impressione che ci sia una sorta di permessivismo: per evitare il peggio si consentono certi comportamenti. I tifosi che hanno contestato erano tutti lì, è chiaro chi sono. Vorrei capire perché non si interviene. Mi auguro ci sia una risposta a Genova, una risposta che mi aiuterà a riflettere per capire quale sarà il mio impegno futuro nella società».

La richiesta di togliersi la maglia

«Quello che ho detto in campo ai miei è molto semplice: interrompere la partita voleva dire perdere un punto, era importante che finisse. La loro richiesta per lasciarci continuare era toglierla. Con un’altra maglia cosa cambiava per noi? Penso che non sia stato giusto ma poi la partita comunque è continuata con la nostra maglia. Ci hanno dato il permesso… Una cosa che in qualunque paese civile ci si farebbe tante domande. Siamo in Italia? Manco in Burundi, senza offesa».

Perchè succede, le domande di Preziosi

«Perché succede questo? Io di fronte a fatti di violenza devo combatterli, io nel senso le forze dell’ordine. Nel calcio bisogna stare attenti, perché ogni volta che si toccano certi tasti escono fuori polemiche. A Novara, quando i giocatori si sono fatti coinvolgere, io li ho rimproverati. Io non sto molto bene, non sono in forma, non ce la faccio ogni volta a entrare in campo. Non lo so perché non siano riusciti a cacciare questo gruppo di persone, le forze dell’ordine c’erano. Il buon senso forse era che si evitassero risvolti peggiori. È questo che chiederei al questore. Noi non eravamo nella condizione di far finta di niente. Ogni 30 secondi arrivava una bomba in campo, era a rischio l’incolumità dei giocatori. Erano tutti riconoscibili, mi aspetto che accada qualcosa. So che a livello personale rischio ma questi signori devono sapere che non li temo, devono finire nelle patrie galere. Questo è quello che mi aspetto dalla polizia».

Il Genoa in B

«Bisogna accettare. Perchè se andiamo in serie B vuol dire che ce lo meritiamo. Io sono straconvinto che resteremo in A, abbiamo ancora 5 partite. Ma se ci andiamo è giusto che sia così. Questa sera sarà una sera di riflessione, è evidente che non mi preoccupa il “Preziosi uomo di m..”. Loro affermano la loro esistenza solo attraverso le difficoltà di una società altrimenti non si agitano. Devono capire che è un mondo che va in estinzione, questi delinquenti devono capire che ogni volta che infrangono la legge avranno una punizione. Se ci squalificano il campo giocheremo fuori in maniera più serena».

Fonte: Il SecoloXIX