PORTANOVA: “SIENA E’ CASA MIA”

euforia per il derby vinto con la Fioren­tina non si è ancora spenta. Il Siena ha di­mostrato, qualora ce ne fosse stato ancora bi­sogno, di essere diventato una squadra affi­dabile. Dodici punti in dieci giornate, frutto di tre vittorie e tre pareggi. Giampaolo e i suoi, inoltre, hanno messo in mostra una dote fon­damentale: una solidità difensiva da fare in­vidia ad alcuni dei migliori club italiani. So­lo otto i gol subìti dal Siena finora, secondo miglior reparto difensivo con Udinese, Na­poli, Fiorentina e Catania: meglio hanno fat­to solo Milan, Inter e Juventus (sette). E uno dei segreti è sempre lui, Daniele Portanova. Giunto alla quinta stagione a Siena, l’esperto difensore romano è diventato ormai uno dei cardini sui quali, dal 2004, i vari Simoni, De Canio, Beretta, Mandorlini e Giampaolo han­no costruito le varie linee difensive. «E’ vero, sono qui da cinque anni, e per me è motivo di orgoglio. Questa è diventata casa mia» .
Vincere il confronto con i viola è stata una bella sensazione, vero?
«Bellissima, davvero. Una vittoria che è valsa 6 punti: tre per il nostro morale e la classifica, e tre per la soddisfazione regalata ai nostri splendidi tifosi. La meritavano dopo la beffa di San Siro con il Milan (2-1 per i ros­soneri, ndr)».
A proposito della gara con il Milan: ma quel rigore su Inzaghi che poi ha fatto tanto discutere, c’era o no?
«Come ho già detto, io non ho toccato Inza­ghi in quell’occasione. Lui nel dopo-partita si è appellato al fatto che io in campo non ave­vo protestato. Ciò non significa che ora ce l’­ho con lui, dico solo che lì per lì mi sono det­to che protestare non avrebbe avuto alcun senso. Avrei rischiato un cartellino che pote­va compromettere la mia presenza contro la Fiorentina, match che invece volevo giocare a tutti i costi. E che poi mi ha regalato i famo­si 6 punti (ride, ndr)».
Il Siena nell’ultimo periodo ha regalato la sensazione di essere diventato “squadra”. Che ne pensa?
«Vero. Stiamo giocando molto bene. Il li­vello di tenuta, sia fisica che mentale inten­do, è aumentato. Stiamo bene e i risultati si vedono. A dire il vero, però, qualche errore lo commettiamo sempre. E stiamo lavorando proprio su questo: vogliamo migliorare an­cora ».
Giampaolo quindi, dopo un primo periodo necessario per “ farsi capire”, sembra esse­re riuscito a imporre le sue idee di gioco…
«Prima di tutto devo spezzare una lancia in favore del tecnico: è un grande allenatore e una grande persona. Provate a chiederlo a tutti coloro che hanno lavorato con lui. Giam­paolo è davvero uno che conosce il calcio. Per quanto riguarda noi, sappiamo che l’unico modo di ottenere i risultati è dare sempre e comunque tutto. Se il Siena gioca al cento per cento può fare bene contro qualsiasi avversa­rio ».
Lei è uno dei più esperti nel gruppo (122 presenze negli ultimi quattro anni di A). Il segreto dell’ottima difesa del Siena si chia­ma Portanova?
«Non solo. Quando la difesa va bene il me­rito è dei movimenti di tutta la squadra, e di conseguenza anche del tecnico. Chiaro che io, giocando vicino a tutti ragazzi più giovani, cerco di aiutare il reparto, di dare tranquilli­tà ».
E’ alla quinta stagione in bianconero, con un contratto che la lega al Siena fino al 2013. Eppure per lei in passato si sono mossi club stranieri, qualcuno anche importante (si parla di offerte dalla Russia e dalla Francia). Si muoverà mai?
«Le offerte fanno sempre piacere, quando arrivano vuol dire che stai lavorando bene, che la strada è giusta. Ma anche il contratto lo dimostra: io resto qui. A Siena sto benissi­mo, sono legato alla città. Siena è diventata casa mia».
Lei è romano, e domenica c’è la Lazio. Le dice qualcosa?
«Eccome. La Lazio è la squadra per cui fac­cio il tifo fin da ragazzo. Pensate che sono cresciuto andando in curva a tifare biancoce­leste. Mi fa sempre un effetto particolare gio­carci contro. La squadra di Rossi sta andan­do fortissimo, sarei davvero felice se riuscis­se a ottenere qualche risultato importante. Magari anche lo scudetto, e con quei tre là davanti (Zarate, Rocchi e Pandev, ndr) non sarebbe poi così difficile. Ormai però, già lo so: appena metterò piede in campo penserò solo al Siena».
Fonte: Corriere dello Sport