Presente all’inaugurazione della nuova sede del Siena Club Corrente Bianconera, per Daniele Portanova è stato bello ritrovare tanti vecchi amici e tornare a respirare il calore della tifoseria senese: “È sempre emozionante, qui non mi sento un ospite, ma uno di famiglia. Sono stato un giocatore importante per il Siena – le sue parole a La Nazione – mi sono sentito amato, ho amato. Ho dato tutto me stesso, ho fatto rispettare la maglia a chiunque l’ha indossata. Per un’unica volta ho avuto anche un capitano: in carriera lo sono stato sempre io, a Siena ho avuto Simone Vergassola».
L’ex difensore bianconero si sofferma anche sull’attualità: “Un occhio ai risultati lo butto sempre. L’Eccellenza l’ha dominata, in questa stagione è partita bene, ha avuto una leggera flessione e ha chiuso benissimo. Ma io, quando si parla di Robur, sono come un tifoso, un po’ esigente: vederla in queste categorie fa male: conosco la bellezza del popolo bianconero, spero che il prima possibile possa tornare tra i professionisti. Vincere non è mai scontato in tutte le categoria, nemmeno in Eccellenza. La D a Siena l’ho vinta e so che quando un’avversaria piccola affronta il Siena, con la storia che ha alle spalle, lo fa in maniera cinica, ignorante, concentrata. E le forze dei bianconeri devono essere maggiorate”. “Ho saputo – aggiunge – che la nuova società vuole investire, ripartendo da zero. E, benché ci voglia un po’ di tempo, mi stuzzica l’idea che un gruppo abbia voglia di costruire qualcosa di proprietà”.
Per quel che riguarda il suo futuro, Portanova spiega: “Appese le scarpette ho preso i patentini per allenare: voglio fare il tecnico. Grazie a Nicola Belmonte ho avuto la possibilità di fare ciò che mi piace: sono stato il suo secondo a Cosenza. Ho anche creato un’agenzia di procuratori, in cui gestiamo tanti giovani talenti”.
Fonte: Fol
