Ponte: Pronto a farmi da parte, la squadra va sostenuta

Una lunga conferenza stampa quella tenuta nel pomeriggio dal presidente Antonio Ponte; due i binari principali sui quali si è sviluppata: la disponibilità dell’imprenditore italosvizzero a asciare campo alla nuova proprietà e l’appello a rimanere più che mai vicini alla squadra.

LE PREMESSE. In questo momento non servono le polemiche, non serve mettere in croce nessuno. Mi sono sempre preso le mie responsabilità e lo faccio anche oggi. Un anno e mezzo fa ho corso un grande rischio a partire con una società nuova di zecca, in un mondo in cui non c’è cultura del ‘fai da te’, per dre vita a qualcosa di importante. Mi pare di aver dimostrato che qualcosa la so fare: per questo ho più volte chiesto rispetto per la mia persona e per il mio lavoro. Ho vinto un campionato, ho cercato di allestire una squadra competitiva anche quest’anno, pur commettendo degli errori, che riconosco. Errare è umano. Mi sono sempre sentito l’eterno incompreso, invece: nonostante gli sforzi, mi sono piovute addosso accuse. Probabilmente ho pagato a caro prezzo il rancore regresso in città per tutto ciò che è successo prima del mio ritorno. Forse, però, il tifoso si dimentica quanto è costata la serie A. E la partita non è ancora finita, ora che dovrà decidere il tribunale. Credo di essere di tutt’altra pasta, io, che ho sempre messo l’onestà prima di tutto. E se ho deciso di avere dei rapporti con Anna Durio – vi ho già detto più volte che di contatti nei mesi ne ho avuti a decine, ma mai nessuno che si sia presentato con offerte reali o concrete, non ho mai rifiutato niente -, è perché ho visto in lei la stessa onestà. Ma la trattativa non è ancora finita.

I RAPPORTI CON ANNA DURIO E GLI SCENARI FUTURI. Abbiamo firmato un preliminare, ma finché la trattativa non è terminata non si può parlare di cessione, benché i soldi versati nelle casse del Siena non siano stati un prestito, ma un investimento della signora Durio. E’ sbagliato dire che è iniziata una nuova era, per adesso il passaggio è solo parziale. Perché c’è sempre lo 0,0001 di possibilità che tutto finisca in una bolla di sapone. Per accordi presi, quindi, il presidente della Robur sono ancora io e lo rimarrò finché non si verificherà il passaggio. L’idea di rendere ufficiale la transizione era stata presa per fare chiarezza, invece ha portato solo confusione. Sono allora disposto ad anticipare i tempi, per me si può fare anche oggi. Sono disposto a mettermi da parte, poi vedremo quale ruolo potrò avere all’interno del nuovo club, per esempio una posizione inerente allo stadio. Rimarrò soltanto se condividerò il loro progetto. Proverò a chiudere la trattativa entro il mese. Per la tranquillità della piazza e per coerenza. Sono una persona seria, non scappo di fronte alle difficoltà.

IL SOSTEGNO ALLA SQUADRA. Non accetto che si dica che i risultati sono figli di quello che sta succedendo in società. E non accetto che si dica che la squadra è stata lasciata sola. Perché non è così, non è crollato il castello di sabbia. Carboni è in contatto con la famiglia Materazzi, come la chiamate voi, e con Meyer. Beppe, con il quale ho un ottimo rapporto, così come con Matteo, è ancora nell’organigramma, perché è lui che ha i requisiti necessari, anche se di fatto è rimasto suo figlio al fianco dei giocatori: ho operato una scelta. Dopo la dura contestazione ricevuta, durissima per non dire peggio, Matteo ha preferito però defilarsi. Ma anche se non fisicamente è vicino alla squadra, c’è. Ci sono quattordici persone che gravitano intorno allo spogliatoio. Credo che in questo momento i ragazzi avrebbero più che mai bisogno di sostegno e non di accuse. Prendersela con i giocatori sarebbe controproducente, soprattutto per i più giovani. E trovo anche sbagliato parlare di salvezza: nel calcio ognuno la vede a modo suo e io, per esempio, non considero la sconfitta di Foggia alla stregua di altre prestazioni definite ‘vergognose’. Il risultato è stato sì disastroso, ma è figlio della voglia della squadra di cercare di recuperare l’irrecuperabile. Farò di tutto perché la Robur arrivi il più in alto possibile e farò di tutto perché non retroceda. LA

LA CONFERMA DI CARBONI. L’allenatore non è in discussione, rimane al suo posto. Se perdiamo domenica? Domenica dobbiamo vincere. Alessandra Amato ha anticipato ai tifosi che l’anno prossimo il mister sarà Coppola e Morgia farà il dt? Ha sbagliato, ha detto cose che non doveva dire e lo ha fatto senza titolo e motivo. Il suo ruolo attuale è quello di controllore, che deve riportare ad Anna Durio. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line