Pisaneschi: “Obiettivo Lega Pro già nel 2015”

E' successo tutto nel raggio di pochissimi giorni. Prima l'acquisizione del Siena da parte di Antonio Ponte poi, quasi immediata, la stesura di un progetto tecnico, in collaborazione col consulente di mercato Marcello Pisaneschi, che avrebbe dovuto riportare in due stagioni il club tra i professionisti. E' così che il Siena è rinato dopo la lunga epopea che ne ha impreziosito la storia negli ultimi 14 anni. Tra l'amore infinito dei tifosi che avevano temuto per troppo tempo di dover rinunciare al sogno del calcio in città, ed un riassestamento tecnico imperniato sul duo Pisaneschi-Morgia, da sempre amici e sodali. E, proprio col consulente tecnico della Robur, il pensiero va innanzitutto a quei giorni di fine luglio. La rinascita e la corsa contro il tempo tra mille emozioni e nuove speranze. "Vero, è un discorso nato alla fine di luglio e che poi si è protratto per alcuni giorni con diversi confronti telefonici, fino all'incontro del 5 agosto – ricorda Pisaneschi -. Con Ponte del resto ci conoscevamo da tempo ed io gli ho sottoposto un progetto tecnico-sportivo già definito e che partisse dalla figura di Massimo Morgia come allenatore".

E in cosa consisteva questo progetto?
"Intanto abbiamo pensato di portare a Siena alcuni ragazzi che erano stati col mister a Pistoia vincendo un campionato. Tuttavia la nostra idea era quella di tornare in Lega Pro nel giro di almeno due anni. Ma poi è successo che la città ha risposto in maniera eccezionale, con 4000 abbonamenti sottoscritti ed un entusiasmo indescrivibile. A quel punto abbiamo dovuto cambiare i programmi e ci siamo sentiti in dovere di accelerare questo progetto".

Quali sono state le difficoltà che avete riscontrato al vostro arrivo?
"Abbiamo iniziato che non c'era neanche un pallone. Poi abbiamo dovuto individuare alla svelta una sede per il ritiro e un campo per gli allenamenti. Il ritiro lo abbiamo svolto a Rosia, a pochi chilometri da Siena, ma non siamo stati in un hotel come si fa solitamente. Abbiamo affittato una struttura solo per noi. E questo ci ha consentito di creare una certa amalgama e un buon affiatamento di gruppo. E' una idea che ha funzionato".

Facciamo un passo indietro: come è maturata l'inopinata sconfitta con la Massese che ha permesso al Poggibonsi di raggiungervi in testa?
"Di sicuro non abbiamo fatto una prestazione ottimale. Però ci siamo create le nostre occasioni colpendo anche tre legni e prendendo gol con un solo tiro. Per cui mi sento di dire che non meritavamo di perdere. Non credo ad una sorta di rilassamento per le feste, perché le feste ci sono anche per gli altri. Chissà che questa sconfitta non ci faccia capire che, per vincere le partite in questi campionati, non basta essere al 50-60%. Ma bisogna giocare al 100%".

Soddisfatti del mercato o si poteva fare qualcosa in più?
"Siamo assolutamente soddisfatti. Il mister ha indicato i ruoli nei quali integrare la rosa ed abbiamo subito provveduto, consentendo nel frattempo a due under di ritagliarsi maggiore spazio andando a giocare altrove. Cipriani ci serviva per puntellare la fascia sinistra, poi è arrivato Bigoni che il mister conosce molto bene e quindi Scalzone perché necessitavamo di un attaccante dotato di fisicità. Infine Portanova, che non ha bisogno di presentazioni. Ora non abbiamo grandi esigenze anche se, dovesse prospettarsi l'occasione ghiotta, saremo vigili per quanto concerne l'arrivo qualche under dalla Lega Pro".

Il tessuto imprenditoriale della città come sta rispondendo a questa nuova avventura calcistica?
"Diciamo che il presidente Ponte è in contatto con imprenditori italiani ed esteri per la costruzione del nuovo stadio, che potrebbe sorgere o dove si trova l'impianto attuale o in altra area. Se ne sta discutendo anche col tedesco Helnick, quindi è in atto un'opera di coinvolgimento quanto più vasta possibile. Anche il rapporto con l'amministrazione comunale è ottimo. La nostra ambizione è quella di creare anche un centro sportivo che ci consenta di mettere su un settore giovanile all'avanguardia. Il Siena infatti non ha mai avuto un centro di proprietà. E poi chissà che non ci siano sviluppi futuri anche per una collaborazione col Siena femminile, vedremo. Insomma, il Siena è un patrimonio della città che va alimentato da tutti".

Un patrimonio che i tifosi hanno dimostrato già a luglio di non voler disperdere.
"L'ho detto prima, loro sono eccezionali. In casa facciamo una media spettatori sotto le 5000 unità e in trasferta ne vengono anche in tanti. Come a Gavorrano, quando ne arrivarono in 1200. Noi sappiamo di giocare sempre in 12 e questo è fondamentale perché oramai il nostro obiettivo è quello di vincere il campionato. Contro la Massese ci hanno sostenuti dal primo all'ultimo minuto, continuando a cantare anche fino a 10 minuti dopo il termine della gara. Questo pubblico è impagabile".

Ci dica la verità: c'è qualche partita che, potendo tornare indietro, rigiocherebbe?
"Sicuramente quella di Gualdo, la prima delle due sconfitte che abbiamo rimediato finora. Se con la Massese qualche opportunità per buttarla dentro l'abbiamo avuta, col Gualdo abbiamo giocato davvero male".

Fonte: Tmw